Il Teatro alla Scala ha chiuso la stagione di Balletti 2025/2026 con un evento straordinario, registrando un clamoroso tutto esaurito al Piermarini. L’evento, intitolato “La magia di Roberto Bolle nei panni di Apollo dopo 30 anni”, ha visto il ritorno dell’étoile italiano nei panni del dio greco, un ruolo interpretato per la prima volta poco più che ventenne. L’evento ha visto la messa in scena di un dittico d’eccezione, firmato da due maestri della danza mondiale, George Balanchine e Pina Bausch, uniti sulle note delle composizioni di Igor Stravinskij.
Il ritorno di Roberto Bolle come Apollo
Roberto Bolle, uno dei ballerini più apprezzati a livello internazionale, ha guidato il pubblico lungo l’evoluzione del personaggio di Apollo, dal suo impaccio giovanile alla trasformazione in eroe delle arti. L’interpretazione ha culminato nell’incontro con le tre muse Calliope (Virna Toppi), Polimnia (Martina Arduino) e Tersicore (Nicoletta Manni), con la quale si è unito in un intenso e acrobatico passo a due. La produzione ha visto il ritorno in scena nella versione originale del ruolo, comprensiva del prologo dedicato alla nascita del dio greco, assente dal repertorio della Scala dal 2009.
La coreografia ha reso visibile l’evoluzione del personaggio, dal timido all’eroe delle arti. L’evento ha rappresentato un momento di grande riconoscimento per il talento di Bolle, che ha riconfermato la sua capacità di trasformare il palcoscenico in un’esperienza unica e coinvolgente. La scelta di riproporre un’opera di Stravinskij, con un’interpretazione di Bolle che ha riconfermato il suo status di étoile, ha rappresentato un momento di grande rilevanza per il teatro milanese.
Un’esperienza unica con Pina Bausch
La seconda parte della serata ha visto una risposta altrettanto entusiasta da parte della platea per “Le sacre du printemps”, capolavoro creato nel 1975 da Pina Bausch per il Tanztheater Wuppertal e proposto per la prima volta in assoluto sul palco del Piermarini. Sul palco ricoperto di terra a sipario aperto, trenta danzatori — 15 uomini e 15 donne — si sono esibiti a piedi nudi nel celebre rito pagano. La coreografia mette in scena la potenza della natura e la figura dell’essere umano pronto al sacrificio. Un drappo rosso passato di mano in mano tra le ballerine definisce da subito chi sarà la vittima designata. A dirigere l’Orchestra del Teatro alla Scala nel complesso spartito di Stravinskij è stato il maestro Ido Arad, al suo debutto con il Corpo di Ballo del teatro milanese.
Il successo del dittico ha accompagnato il pubblico scaligero fino al prossimo appuntamento del 17 dicembre con “Lo Schiaccianoci”. La stagione di Balletti 2025/2026 si è chiusa con un evento che ha unito la tradizione e l’innovazione, mettendo in mostra l’importanza della danza come forma d’arte capace di emozionare e coinvolgere. La collaborazione tra due maestri della danza mondiale, George Balanchine e Pina Bausch, ha reso l’esperienza unica e indimenticabile per il pubblico presente.



