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domenica 8 Novembre 2026

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Cronaca

Sequestro di 60mila bottiglie di vino per irregolarità in Trentino

Sequestro di 60mila bottiglie di vino per irregolarità in Trentino, contestazioni del Gruppo Mezzacorona.

Il Gruppo Mezzacorona, leader italiano del settore vitivinicolo, ha visto sequestrate 60mila bottiglie di vino per presunte irregolarità nell’indicazione geografica e nella provenienza dei prodotti. L’indagine, avviata nell’ottobre 2025, ha portato alla sospensione di una partita di vino, ritenuta di minima rilevanza rispetto ai volumi totali prodotti. La sede dell’azienda è a Mezzocorona, in Trentino, e l’operazione è stata coordinata dal pm Davide Ognibene. I responsabili indagati sono il direttore generale Francesco Giovannini, il direttore vendite dell’epoca e l’allora capo enologo, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio.

Contestazioni e difesa dell’azienda

La cantina ha rifiutato le accuse, sottolineando che si tratta di una partita molto circoscritta. «Si tratta di una quantità in percentuale esiguo», ha spiegato il professor Vittorio Manes, legale dei tre indagati. L’azienda ha già avviato verifiche tecniche e si dichiara estranea a qualsiasi pratica non ammessa. «Siamo pienamente convinti della regolarità dell’operato e di dimostrare sul piano penale l’insussistenza dell’ipotesi accusatoria», ha aggiunto Manes. La difesa ha anche ricordato che la sanzione amministrativa per la mancata comunicazione dell’utilizzo dell’osmosi inversa è già stata pagata.

Indagini e analisi tecniche

Le autorità hanno trovato acqua di vegetazione in tre delle quattro o cinque vasche esaminate, una pratica vietata. Le analisi effettuate in Veneto e a Catania hanno rilevato differenze tra l’origine e l’annata indicati in etichetta e quelle effettive. Gli investigatori ritengono che queste difformità potessero consentire di vendere i vini a un prezzo inferiore, tra i 12 e i 13 euro. Le bottiglie sul mercato sono 115mila, mentre altre 60mila sono state sequestrate. Perquisizioni sono state effettuate in sede, uffici e computer, con l’acquisizione di documenti e fatture.

Il Gruppo Mezzacorona ha ribadito la sua posizione in un comunicato stampa, sottolineando l’assoluta correttezza delle proprie attività e la completa estraneità ai rilievi contestati. L’azienda ha dato incarico a un consulente tecnico per verificare la contestazione e asseverare la regolarità del proprio operato. L’obiettivo è garantire chiarezza nel più breve tempo possibile, a tutela del reddito e del lavoro dei propri soci, azionisti e collaboratori. La situazione rappresenta un episodio isolato per un gruppo che produce decine di milioni di bottiglie l’anno, regolari e conformi alle normative vigenti. L’indagine, sebbene in fase iniziale, ha suscitato preoccupazioni sul rispetto delle normative di tracciabilità e indicazione geografica, elementi chiave per la tutela dei consumatori e la reputazione del settore vitivinicolo italiano.

La presunta frode supererebbe il milione di euro, con conseguenze potenzialmente gravi per l’azienda. La posizione ufficiale del Gruppo Mezzacorona sottolinea che si tratta di una partita di minima rilevanza rispetto ai volumi totali. «L’oggetto dei rilievi ascritti si riferisce ad una sola partita di vino di minima rilevanza quantitativa e percentuale rispetto ai volumi di prodotto lavorato dall’azienda», ha dichiarato l’azienda. La difesa ha anche sottolineato che l’azienda ha già avviato le verifiche e che i tecnici verificheranno eventuali disallineamenti.

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