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sabato 19 Settembre 2026

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Economia

La Sicilia si posiziona come pioniera nella transizione energetica con biocarburanti

La crisi energetica e il caro carburanti spingono l’Europa verso i biocarburanti. La Sicilia, con impianti come Gela e Priolo, si prepara a diventare un hub di riconversione.

La crisi energetica e il caro carburanti hanno reso evidente la necessità di alternative sostenibili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. In questo contesto, i biocarburanti emergono come una soluzione pronta e fattibile, in grado di mitigare l’impatto dei rincari e di accelerare la decarbonizzazione. La Sicilia, con la sua infrastruttura industriale e le innovazioni in atto, si posiziona come una pioniera nella transizione energetica, grazie a impianti come quelli di Gela e Priolo, che producono biocarburanti da materie prime rinnovabili.

Biocarburanti: una soluzione già disponibile e compatibile

Secondo uno studio strategico realizzato da Teha Group in collaborazione con Eni, presentato al Forum di Cernobbio 2026, in Europa oltre 170 milioni di veicoli a diesel Euro 5-V ed Euro 6-VI – pari al 60% del parco auto circolante – sono già compatibili con i biocarburanti, previa autorizzazione del costruttore. Questo dato sottolinea che i biocarburanti non sono solo una futura opzione, ma una soluzione già disponibile e pronta all’uso, in grado di integrarsi con la rete esistente senza modifiche significative. La bioraffinazione rappresenta un’alternativa alla raffinazione tradizionale, riducendo l’impatto ambientale e aumentando la sostenibilità. Inoltre, i biocarburanti possono essere utilizzati in veicoli esistenti, senza modifiche significative, e offrono un’alternativa ai combustibili fossili, riducendo le emissioni di gas serra fino al -114% per l’Hvo e al -33% per il Saf.

La Sicilia, un hub di bioraffinazione

La Sicilia si distingue come un’area chiave per la produzione di biocarburanti, grazie a impianti come quelli di Gela e Priolo. A Gela, l’infrastruttura produce oggi biocarburante Hvo derivato al 100% da materie prime rinnovabili, mentre vengono anche prodotti carburanti Saf per l’aviazione, utilizzabili in miscele con il prodotto convenzionale. A Priolo Gargallo, invece, Eni ha annunciato un importante investimento strategico per convertire scarti e residui di oli vegetali in biocarburanti utilizzabili anche in purezza al 100%. L’obiettivo è raggiungere una capacità di 5 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030, contribuendo a una transizione energetica sostenibile.

La bioraffinazione rappresenta un’alternativa alla raffinazione tradizionale, riducendo l’impatto ambientale e aumentando la sostenibilità. Inoltre, i biocarburanti possono essere utilizzati in veicoli esistenti, senza modifiche significative, e offrono un’alternativa ai combustibili fossili, riducendo le emissioni di gas serra fino al -114% per l’Hvo e al -33% per il Saf.

La Sicilia si conferma un’area chiave per la transizione energetica in Europa. Con i suoi impianti e la sua capacità di innovazione, la regione si posiziona come un hub di riconversione industriale, in grado di contribuire alla decarbonizzazione e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. La bioraffinazione è una soluzione già disponibile e pronta all’uso. I biocarburanti possono essere utilizzati in veicoli esistenti, senza modifiche significative, e offrono un’alternativa ai combustibili fossili, riducendo le emissioni di gas serra fino al -114% per l’Hvo e al -33% per il Saf.

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