Un nuovo modello per i bivacchi alpini è stato presentato a Trento, in occasione dell’incontro al MUSE, promosso dalla sezione Fiamme Gialle del Club Alpino Italiano. Il progetto, realizzato da un team di architetti e progettisti, mira a sostituire tre strutture esistenti con una soluzione unica e replicabile, pensata per garantire sicurezza e riparo in alta quota senza alterare il paesaggio. L’obiettivo è creare una struttura adatta a contesti montani diversi, mantenendo caratteristiche comuni in termini di funzionalità, sicurezza e riconoscibilità.
Un progetto sostenibile e innovativo
Il progetto, vincitore di un concorso promosso dalle Fiamme Gialle, è stato realizzato dall’architetto trentino Raffaele Cetto. Il nuovo bivacco è stato progettato come una struttura compatta, costruita con materiali sostenibili e facilmente trasportabili, aspetto fondamentale per le zone di alta montagna difficili da raggiungere. Il modello punta inoltre sulla durabilità e sull’inserimento nel paesaggio, mantenendo un’identità riconoscibile legata alla Guardia di Finanza. Una prima struttura realizzata secondo il nuovo progetto è stata collocata sulle montagne che circondano la Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo. Il progetto è stato raccolto anche nel volume “Il nuovo bivacco modello Fiamme Gialle”, curato da Gabriele Tisi e Davide Fusari. L’idea nasce da un’analisi approfondita delle esigenze dei soccorritori e dei visitatori, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e l’efficienza dei servizi in alta quota.
Un passato storico e un futuro innovativo
La presentazione del progetto ha anche rappresentato un momento per riflettere sulla funzione dei bivacchi, nati soprattutto come punti di appoggio e di emergenza nelle zone più remote e prive di rifugi. Al termine dell’incontro è stato possibile visitare lo storico bivacco delle Fiamme Gialle, trasferito dopo oltre mezzo secolo a più di 3mila metri di quota, oggi ospitato sulla terrazza del MUSE di Trento. La struttura, che ha visto l’evoluzione del servizio di soccorso in montagna, rappresenta un legame con il passato, mentre il nuovo modello apre la strada a un futuro più sostenibile e innovativo.
Il progetto e il percorso che ha portato alla sua realizzazione sono stati presentati venerdì 18 settembre al MUSE di Trento. L’evento ha visto la partecipazione di esperti, tecnici e rappresentanti delle Fiamme Gialle, con l’obiettivo di condividere le esperienze e le sfide del settore. Il nuovo modello non solo risponde alle esigenze attuali, ma si pone come un’alternativa sostenibile per il futuro, in linea con le normative ambientali e le pratiche di gestione delle aree protette.



