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domenica 8 Novembre 2026

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Politica

Burioni ammonito per diffusione di dati personali di chi lo aveva denunciato

Garante della Privacy ammonisce Burioni per pubblicazione di nomi e documenti di chi lo aveva denunciato

Roberto Burioni, noto immunologo e divulgatore scientifico, ha ricevuto un ammonimento dal Garante della Privacy per aver diffuso dati personali di chi lo aveva denunciato. L’Autorità ha sottolineato che, pur avendo il diritto di difendersi pubblicamente, il professor Burioni non poteva rendere riconoscibili i firmatari dell’esposto attraverso la pubblicazione di informazioni personali non necessarie al dibattito. I contenuti contestati sono stati rimossi, ma il Garante ha chiarito che la cancellazione non elimina le conseguenze della diffusione, poiché i dati erano già visibili al suo ampio seguito social.

La posizione del Garante sulla privacy e la difesa pubblica

Secondo il provvedimento numero 755 del 7 ottobre 2026, l’Autorità ha ritenuto che la condotta di Burioni fosse sproporzionata rispetto allo scopo dichiarato. La diffusione di nomi e estratti delle carte d’identità di alcuni firmatari non ha aggiunto elementi utili per comprendere le accuse rivolte al professore. Il Garante ha sottolineato che rivelare l’identità dei firmatari non era indispensabile per discutere il contenuto dell’esposto. Sarebbe stato più pertinente concentrarsi sulle contestazioni e sulle ragioni per cui Burioni le riteneva infondate.

La libertà di espressione non è illimitata. Il Garante ha chiarito che è possibile trattare dati personali anche senza il consenso degli interessati quando si esercita il diritto di informazione, ma soltanto rispettando criteri di necessità, proporzionalità e tutela della dignità delle persone. In questo caso, identificare pubblicamente alcuni firmatari non era necessario per spiegare la controversia.

La difesa di Burioni e i limiti della libertà di espressione

La posizione del professore è diversa. Secondo la sua difesa, chi presenta denunce o esposti disciplinari contro uno scienziato, mettendone in discussione la credibilità professionale, deve accettare che il destinatario possa rispondere pubblicamente, anche attraverso i propri canali di divulgazione. Tuttavia, il Garante ha chiarito che la libertà di espressione e il diritto di critica non sono illimitati. La cancellazione non annulla gli effetti della diffusione. Burioni ha eliminato i post contestati, ma il Garante ha evidenziato che i dati personali di tre firmatari erano già stati esposti al suo ampio seguito social. La cancellazione successiva, quindi, non ha annullato completamente gli effetti della pubblicazione. Per queste ragioni l’Autorità ha disposto nei confronti dell’immunologo un ammonimento, richiamando il rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali anche quando si interviene pubblicamente per difendere la propria reputazione.

Il caso ha visto l’immunologo al centro di un provvedimento dell’Autorità per aver diffuso informazioni personali di alcuni firmatari di una segnalazione disciplinare presentata all’Ordine dei Medici di Pesaro-Urbino. L’episodio ha avuto origine da un esposto disciplinare presentato contro il professore, al quale Burioni ha risposto condividendo sui propri profili social nomi, cognomi ed estratti delle carte d’identità di alcuni firmatari, accompagnandoli con commenti e critiche personali.

Secondo l’Autorità, identificare pubblicamente alcuni firmatari non era necessario per spiegare la controversia. Un altro punto decisivo riguarda la rimozione dei contenuti. Burioni ha eliminato i post contestati, ma il Garante ha evidenziato che i dati personali di tre firmatari erano già stati esposti al suo ampio seguito social. La cancellazione successiva, quindi, non ha annullato completamente gli effetti della pubblicazione. Per queste ragioni l’Autorità ha disposto nei confronti dell’immunologo un ammonimento, richiamando il rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali anche quando si interviene pubblicamente per difendere la propria reputazione.

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