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lunedì 5 Ottobre 2026

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Alessandro Baggi, maestro del fumetto italiano, è morto a 60 anni

Alessandro Baggi, fumettista milanese, è morto a 60 anni dopo un infarto. Tra i protagonisti del fumetto italiano dagli anni Ottanta.

Alessandro Baggi, uno dei protagonisti del fumetto italiano dagli anni Ottanta, è morto improvvisamente a 60 anni a Milano, a seguito di un infarto, domenica 4 ottobre 2026. NATO a Milano il 10 agosto 1966, Baggi ha lasciato un segno indelebile nel mondo della narrativa per immagini, con un lavoro che si estende da storie horror a fumetti per grandi testate come Dylan Dog e Dampyr. Il fumettista, noto per la sua abilità nel disegno e la sua passione per il fumetto, ha lasciato un’eredità che continuerà a influenzare la cultura italiana.

Un esordio precoce e un percorso di studio dedicato

A soli 14 anni, Baggi iniziò a frequentare la Scuola del Fumetto di Milano, la prima in Italia a strutturare un programma triennale di studio della narrativa per immagini. L’istituto, fondato nel 1979, fu un punto di riferimento per molti giovani talenti, e Baggi tornò in seguito a insegnarvi. Il suo esordio professionale risale al 1983, quando, appena diciassettenne, pubblicò sulle pagine della rivista ”1984”. Nel 1988 vinse il primo premio al Concorso Nazionale Giovani Autori di Prato, un riconoscimento che contribuì a consolidare la sua carriera.

Collaborazioni con testate iconiche e storie horror

Nel 1989, Baggi iniziò a collaborare con la casa editrice Acme, realizzando storie a fumetti per le testate horror ”Splatter” e ”Mostri”. Nello stesso periodo si dedicò anche all’illustrazione, lavorando ai ”Tarocchi della Follia” per le Edizioni Scarabeo. Dal 1992 iniziò a collaborare con ”Intrepido”, storica testata dell’Editrice Universo, e nel 1995 divenne copertinista, mantenendo il rapporto con la rivista fino alla sua chiusura nel 1998. Le storie brevi realizzate per Acme e Universo furono successivamente raccolte nel volume ”Vertigini”, pubblicato dalla Phoenix Enterprise Publishing Company, che dedicò a Baggi una monografia. Un’altra sua opera, ”Il caso Loretta Stevens”, venne pubblicata in Francia da Mosquito Editions. Nel 2001, Baggi passò alla Sergio Bonelli Editore, dove entrò nello staff di ”Dampyr”, disegnando la storia del decimo numero della serie. In seguito lavorò anche per ”Dylan Dog”, una delle testate più note della casa editrice milanese. Tra i suoi lavori più recenti figura ”The Nightmare Circus”, avventura di Dylan Dog pubblicata sulla rivista ”La fine del mondo” de ”Il Manifesto”. A questa è seguita ”Aurora”, indicata come il suo ultimo lavoro attualmente edito.

Un legame con il fumetto che non si è mai interrotto

Baggi, pur avendo avuto un’esistenza breve, ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del fumetto italiano. Il suo lavoro, spesso caratterizzato da una forte capacità narrativa e un disegno raffinato, ha reso il fumetto un mezzo di espressione artistica e culturale. La sua morte ha suscitato un grande dolore nel settore, con molti colleghi e appassionati che hanno espresso il loro cordoglio. Il fumettista, che ha sempre avuto un rapporto profondo con il suo lavoro, ha lasciato un’eredità che continuerà a essere apprezzata per anni.

  • Esordio nel 1983 con ”1984”
  • Collaborazioni con Acme, Intrepido e Sergio Bonelli
  • Ultimo lavoro: ”Aurora”

La morte di Alessandro Baggi rappresenta una perdita per il mondo del fumetto italiano, ma il suo lavoro continuerà a ispirare nuove generazioni di disegnatori e lettori. Il fumettista, che ha dedicato la sua vita al suo mestiere, ha lasciato un’eredità che non si cancellerà mai.

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