La Casa Bianca ha lanciato una sezione chiamata “Arcade” sul proprio sito, un’iniziativa che ha suscitato reazioni e dibattiti. Il 3 settembre è apparso un’area dedicata a videogiochi in stile retro, con grafica che richiama i primi anni novanta. Tra i titoli presenti, “Build the Wall”, una variante di Tetris, e “Rio Run”, ispirato al classico Snake, che mostra un personaggio simile a Trump che corre lungo il Rio Grande, raccogliendo migranti contrassegnati come “deportati”. L’obiettivo di questa strategia è far vivere le scelte politiche in prima persona, come ha spiegato Kaelan Dorr, responsabile della strategia digitale della Casa Bianca.
Strategia di comunicazione e reazioni critiche
La sezione Arcade è parte di una strategia più ampia per comunicare la visione politica del governo. I giochi non sono solo un modo per coinvolgere i giovani, ma anche per normalizzare certe visioni del mondo. La psicologa canadese Rachel Kowert ha sottolineato che i più giovani fanno più fatica a riconoscere il messaggio, rendendo la propaganda più efficace. Tuttavia, le reazioni non sono state tutte positive. L’attivista Amerika Garcia Grewal ha criticato l’uso di videogiochi per giocare con la vita delle persone, sottolineando la militarizzazione del confine.
Le aziende e il diritto d’autore
Le aziende coinvolte, come la Tetris Company, hanno espresso preoccupazioni. La Tetris Company ha precisato di non aver autorizzato la variante “Build the Wall” e ha ricordato che in Tetris l’obiettivo è completare le file di mattoncini per farle sparire, non costruire un muro. La variante è stata rimosso poco dopo. Le altre aziende, invece, hanno mantenuto il silenzio, anche se il video promozionale era pieno di riferimenti ai loro marchi. Secondo la rivista, le ragioni di questo silenzio sono due: una legale e una politica.
Un’esperienza interattiva per i giovani
La strategia di comunicazione della Casa Bianca mira a coinvolgere i giovani attraverso l’interattività. I videogiochi non solo permettono di partecipare attivamente, ma anche di trasformare una questione complessa come l’immigrazione in una partita in cui si vince o si perde. Il docente Tanner Mirrlees ha proposto ai ragazzi quattro domande da farsi prima di iniziare un gioco: chi ha realizzato il gioco? Con quale obiettivo? Come è arrivato sul mio schermo? È chiaro chi lo finanzia e cosa vuole comunicare? Nel caso di Arcade, le risposte sono facili.
- Il gioco è stato realizzato dalla Casa Bianca.
- L’obiettivo è promuovere la visione politica del governo.
- Il gioco è arrivato sul sito ufficiale.
- Chi lo finanzia è il governo e l’obiettivo è comunicare una visione specifica.
La strategia di comunicazione della Casa Bianca attraverso i videogiochi rappresenta un nuovo strumento per influenzare l’opinione pubblica, anche se le reazioni sono divise. Mentre alcuni la vedono come un’innovazione, altri la criticano per la sua natura propagandistica. La Casa Bianca, però, continua a sperimentare con nuove forme di comunicazione, cercando di coinvolgere i giovani in modo diverso. La sezione Arcade è un esempio di come la politica si sta adattando ai nuovi media, anche se il suo impatto resterà da valutare nel tempo.



