Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo del gruppo ECR, ha espresso soddisfazione per l’approccio al tema migratorio nel discorso di Ursula von der Leyen sullo Stato dell’Unione 2026, ma ha criticato la mancanza di attenzione alla coesione territoriale e il fallimento del Green Deal. Sberna ha sottolineato che, sebbene siano stati apprezzati alcuni obiettivi, come la questione migratoria, il discorso non ha dato spazio a una visione completa dell’Europa, che deve tenere conto delle differenze regionali e delle sfide concrete. La vicepresidente ha rilevato che la coesione rimane una priorità per garantire il diritto delle persone di costruire il loro futuro nei territori in cui vivono.
Secondo Sberna, il tema della coesione si intreccia con la competitività industriale, a partire dal costo e dalla disponibilità dell’energia. L’Europa, ha sottolineato, deve tornare a creare le condizioni perché le imprese possano competere a livello globale. Per questo, l’attenzione all’energia è cruciale. La vicepresidente ha espresso favore per il principio della neutralità tecnologica, ma ha chiesto un approccio concreto che permetta a tutte le tecnologie di contribuire all’indipendenza energetica europea. Non possiamo costruire un’Europa forte lasciando ai margini territori, regioni, città, aree interne e isole. La vicepresidente ha anche criticato l’impostazione del Green Deal, sostenendo che si è rivelata fallimentare. Secondo Sberna, la strada indicata da von der Leyen è legata a un’impostazione ideologica che non ha portato i risultati sperati. “Il Green Deal? Resta un fallimento”, ha affermato. La mancanza di un approccio equilibrato e pragmatico, ha sottolineato, rischia di creare un’Europa a due velocità, con distanze crescenti tra territori.
Il discorso di von der Leyen ha acceso subito il dibattito in Aula, con reazioni molto diverse tra i gruppi politici. Il capogruppo del PPE, Manfred Weber, ha spinto per una linea più morbida sul fronte ambientale, chiedendo una riforma “ragionevole” del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) e lo stop al previsto divieto sui motori a combustione. Di segno opposto, la capogruppo dei Socialisti e Democratici, Iratxe García Pérez, ha attaccato sul fronte sociale, proponendo una tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche per finanziare un sostegno alle famiglie in difficoltà.
Le reazioni, ha sottolineato Sberna, riflettono una diversa visione dell’Europa, ma la coesione e la competitività devono rimanere al centro del dibattito. L’Europa deve fare la sua parte per creare le condizioni di crescita sostenibile e inclusiva. La vicepresidente ha messo in evidenza la necessità di un approccio equilibrato e concreto, che tenga conto delle sfide reali e delle esigenze di tutti i territori.
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