La giovane segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero si è trovata al centro di una forte contestazione durante l’evento del palco Festa dell’Unità di Reggio Emilia, dove ha espresso posizioni pacifiste contrarie alle guerre. Le sue parole, in particolare la frase “Non saremo i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle guerre andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori”, hanno scatenato una reazione di molti esponenti del Partito Democratico, tra cui l’europarlamentare Giorgio Gori, l’ex ministro Franco Bassanini e altri senatori e ex ministri.
Le posizioni di Virginia Libero, che si fanno portavoce di una generazione che non vuole nuove guerre, hanno suscitato reazioni da parte di chi, in passato, aveva espresso idee molto simili. L’europarlamentare Giorgio Gori, ex obiettore di coscienza, ha sottolineato come la sua contrarietà all’uso delle armi fosse un tempo un valore, ma oggi sembra essere in contrasto con le sue dichiarazioni. Gori ha messo in relazione la frase “organizzeremo i disertori” con la Resistenza, un parallelismo che ha suscitato critiche per l’infelice interpretazione.
La difesa della Patria non è solo un dovere, ma anche un’arma.
La reazione di Gori ha trovato supporto anche da parte di Franco Bassanini, ex ministro e attivista pacifista negli anni ’80, che ha chiesto a Elly Schlein di chiarire le idee della giovane. Bassanini ha ricordato che l’articolo 52 della Costituzione definisce la difesa della Patria un dovere, ma non permette altre guerre come quelle in Ucraina o contro l’Iran. Nonostante il passato pacifista di Bassanini, le sue dichiarazioni contro Virginia Libero hanno suscitato dibattito.
La legge del 1972, che permette l’obiezione di coscienza, prevedeva che chi si dichiarava contrario all’uso delle armi potesse evitare l’arruolamento. Gori, che ha svolto il servizio civile come obiettore di coscienza, ha espresso un dubbio: “Sono anche stato un obiettore di coscienza. Eppure non posso fare a meno di chiedermi: si può resistere a un invasore senza imbracciare le armi?” La sua domanda ha suscitato riflessione, anche se non ha risolto il contrasto tra le sue posizioni passate e quelle attuali.
La difesa della Patria non è solo un dovere, ma anche un’arma.
La reazione di Gori e di altri esponenti del Pd ha messo in luce una contraddizione: da un lato, il sostegno al pacifismo, dall’altro, la critica a chi esprime posizioni radicali. La giovane dem Virginia Libero, che rappresenta una generazione che non vuole nuove guerre, si trova al centro di un dibattito che coinvolge non solo il suo pensiero, ma anche il rapporto tra passato e presente nel panorama politico italiano.
La situazione ha suscitato dibattito su come conciliare il pacifismo con la difesa nazionale, e su come le posizioni di un politico possano evolversi nel tempo. La giovane dem Virginia Libero, con le sue parole, ha messo in discussione un tema che divide il panorama politico italiano, tra chi sostiene il pacifismo e chi lo interpreta come un’arma per resistere alle guerre.
L’evento per gli 80 anni di Assosped e Asamar Veneto si concentra sul futuro del…
Milano inaugura nuova sede Polizia Locale finanziata con oneri di urbanizzazione di CityLife
Incontro tra Comune di Palermo e Enel per migliorare la rete elettrica e garantire la…
Pensionati italiani scelgono Albania per costi di vita più bassi e pensioni detassate.
Il ministro Valditara annuncia 320 milioni di euro per la polizza sanitaria scolastica, con 250…
Corepla, consorzio plastica, amministrazione giudiziaria, gestione rifiuti, illecito ambientale