L’estate 2026 in Brianza si conferma come la più calda mai registrata, con dati che sottolineano un incremento senza precedenti delle temperature e una combinazione di fenomeni estremi. Tra maggio e settembre sono state registrate 81 notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20 gradi, quasi il doppio della media storica, che si ferma a 42. Il record precedente, registrato nel 2022, era di 70 notti tropicali. Questo dato, inoltre, segna un aumento significativo rispetto ai 45 giorni mediamente registrati negli anni passati. La stagione ha lasciato un segno indelebile sul territorio, con un mix di caldo estremo e precipitazioni violente.
Un clima estremo e un territorio in difficoltà
La stagione ha lasciato il segno non solo sui termometri, ma anche sul territorio, sottoposto a una combinazione sempre più difficile da gestire. Lunghi periodi di caldo alternati a precipitazioni concentrate in episodi violenti hanno reso la gestione delle risorse idriche e la protezione del patrimonio arboreo un compito estremamente complesso. A periodi asciutti e afosi si sono alternati temporali e fenomeni di forte intensità, con conseguenze notevoli sulle infrastrutture e sull’ambiente. Il quadro locale si inserisce in una tendenza europea di temperature elevate e pressione sulle risorse idriche.
Nel bacino padano la scarsità di piogge si è sommata al precoce scioglimento delle nevi alpine e all’elevata evapotraspirazione. Il risultato è stato un calo delle portate dei fiumi, con effetti sugli ecosistemi e sulla disponibilità d’acqua. A raccontare quanto accaduto in Brianza sono soprattutto i numeri della stazione meteorologica di Seregno, che dispone di una serie storica di 26 anni. La temperatura massima assoluta ha raggiunto 37,3 gradi, con giornate oltre i 30 gradi numerose, 86 contro una media di circa 45.
Eventi estremi e impatti locali
Il 17 luglio una violenta grandinata ha colpito in particolare Cesano Maderno e Bovisio Masciago, con chicchi arrivati fino a 8-10 centimetri di diametro. Ad agosto il territorio è stato nuovamente interessato da temporali e raffiche di vento, soprattutto il 20 e il 28, con danni diffusi al patrimonio arboreo. Questi eventi estremi hanno messo in evidenza la fragilità del territorio di fronte a condizioni climatiche estreme.
“L’analisi contenuta nel bollettino conferma ancora una volta la crescente evidenza degli effetti del cambiamento climatico anche sul territorio brianzolo. L’aumento delle temperature e la combinazione tra lunghi periodi caldi e temporali violenti rappresentano sfide concrete per la gestione idrica e la pianificazione del territorio”, sottolinea BrianzAcque, che ha realizzato il nuovo Bollettino meteo-climatico con il supporto scientifico del professor Alessandro Ceppi. La stagione 2026 entra nella storia climatica della Brianza come la più calda mai registrata, con un impatto significativo sulle risorse naturali e sull’ambiente. La combinazione di caldo estremo e fenomeni meteorologici intensi ha reso la gestione del territorio un compito sempre più complesso. La situazione evidenzia l’urgenza di adottare misure di adattamento al cambiamento climatico.



