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giovedì 17 Settembre 2026

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Orsa Kj1, Lndc chiede alla Corte europea una tutela giudiziaria efficace

Lndc chiede alla Corte europea di verificare la tutela giudiziaria nell’abbattimento dell’orsa Kj1.

L’associazione Lndc Animal Protection ha presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, chiedendo di verificare se sia stata garantita un’effettiva tutela giudiziaria nella gestione del contenzioso seguito all’abbattimento dell’orsa Kj1. L’animale è stato ucciso il 30 luglio 2026, prima che il giudice potesse esaminare una nuova richiesta cautelare presentata dall’associazione. La vicenda, che ha visto una sequenza di provvedimenti e ricorsi, ora si conclude con un’azione diretta a Strasburgo, volta a valutare se le misure cautelari siano state resi inefficaci da provvedimenti successivi.

La sequenza di provvedimenti e ricorsi

La vicenda dell’orsa Kj1 ha visto un primo provvedimento di abbattimento adottato il 16 luglio 2026 dal presidente della Provincia autonoma di Trento. Lndc lo aveva impugnato davanti al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, ottenendo la sospensione. La Provincia aveva quindi revocato il provvedimento e adottato una nuova ordinanza, dopo l’identificazione genetica dell’esemplare. Anche questa seconda ordinanza era stata impugnata e sospesa in sede cautelare. Successivamente, il 29 luglio 2024, era stato adottato un nuovo decreto per la rimozione dell’orsa. KJ1 venne abbattuta il 30 luglio, prima che il giudice potesse esaminare la nuova richiesta cautelare presentata dall’associazione.

La sequenza di provvedimenti ha reso inefficaci le misure cautelari precedentemente ottenute. L’associazione sostiene che la revoca degli atti e l’adozione di nuovi provvedimenti abbiano impedito alle misure cautelari di produrre concretamente i propri effetti. La questione sottoposta a Strasburgo non coincide quindi con quella già esaminata dai giudici italiani sulla legittimità dell’abbattimento.

La sentenza del Consiglio di Stato

La vicenda giudiziaria italiana si è conclusa con la sentenza del Consiglio di Stato del 13 maggio 2026, che ha confermato la legittimità del decreto di rimozione dell’orsa. I giudici hanno ritenuto adeguata l’istruttoria svolta dalla Provincia e la motivazione del provvedimento. Inoltre, hanno valutato la situazione di pericolosità dell’esemplare e ritenuto rispettato il principio di proporzionalità, considerando l’abbattimento come misura idonea a garantire in tempi rapidi la sicurezza pubblica rispetto alle alternative della cattura e della captivazione permanente.

Il ricorso non riguarda nuovamente la legittimità dell’abbattimento, ma la tutela giudiziaria. L’associazione chiede infatti di valutare il diritto a un processo equo e il diritto a un ricorso effettivo, richiamando rispettivamente gli articoli 6 e 13 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La presidente di Lndc Animal Protection, Piera Rosati, ha definito il ricorso un ulteriore passaggio per verificare la tenuta delle garanzie giudiziarie previste dall’ordinamento. La parola passa ora alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che dovrà valutare il ricorso secondo le proprie procedure. L’eventuale esame della vicenda a Strasburgo riguarderebbe quindi il profilo della tutela giudiziaria sollevato dall’associazione, distinto dalla valutazione sulla legittimità dell’abbattimento già affrontata dai giudici italiani. La vicenda di Kj1 torna così sul piano giudiziario a oltre due anni dalla sua uccisione, con un nuovo ricorso che pone al centro le garanzie del procedimento e l’effettività della tutela cautelare.

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