Il Brasile, Paese più grande del Sud America, si trova al centro di crescenti tensioni con gli Stati Uniti, con il presidente Luiz Inácio Lula da Silva che si prepara a un intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sfidare apertamente Donald Trump. Lula, in un comizio elettorale a Brasilia, ha dichiarato di voler incontrare Trump e dirgli di non interferire nelle elezioni brasiliane in programma per ottobre. Questo scontro, che si colloca in un contesto di crescente distanza tra Brasile e USA, ha visto un aumento dei dazi americani contro prodotti brasiliani, in risposta a un processo per tentato colpo di Stato coinvolgente Jair Bolsonaro, alleato di Trump. Mentre i rapporti si incupiscono, il Brasile si avvicina alla Cina, che ha rafforzato la sua strategia di cooperazione con il Paese sudamericano.
La strategia di Pechino nel Sud globale
La Cina, attraverso il ministro degli Affari esteri Wang Yi, ha sottolineato il notevole salto di qualità delle relazioni con il Brasile, passate da un partenariato strategico onnicomprensivo a una comunità dal futuro condiviso. Secondo l’agenzia China News Service, la natura globale, strategica e di lungo termine dei rapporti tra Pechino e Brasilia si è fatta sempre più evidente, ponendosi come modello di unità e cooperazione tra le principali potenze del Sud globale. La Global South, come si definisce il gruppo di Paesi emergenti, sta guadagnando protagonismo, con la Cina che si posiziona come un partner chiave per il Brasile.
La cooperazione tra Brasile e Cina si basa su un’alleanza strategica di lungo periodo. Wang Yi ha affermato che le relazioni bilaterali hanno compiuto un notevole salto di qualità negli ultimi anni, evolvendosi da un partenariato strategico onnicomprensivo a una comunità dal futuro condiviso. Questo rapporto si basa su un’alleanza strategica di lungo periodo, con un focus su questioni globali come il multilateralismo, la giustizia internazionale e l’equità. L’attenzione sul continente sudamericano è nota anche per l’Italia.
La visita del ministro italiano in Brasile
Intanto, l’Italia ha rafforzato i suoi legami con il Brasile attraverso la missione diplomatica guidata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. La visita ha incluso una serie di incontri e visite a importanti istituzioni e aziende brasiliane, tra cui la sede di Enel São Paulo, dove Tajani ha incontrato i vertici della filiale brasiliana e visitato il Centro de Operações de Distribuição, che gestisce la rete elettrica per oltre 8 milioni di clienti. Enel, uno dei principali operatori privati nel settore energetico brasiliano, ha 10.000 dipendenti diretti e 13 miliardi di euro di investimenti nel Paese.
La visita del ministro italiano riflette un interesse crescente per il Brasile. Tajani ha anche visitato gli uffici amministrativi di Stellantis a San Paolo e il Museo dell’Immigrazione, dedicato alla storia delle migrazioni nello Stato di São Paulo e in Brasile, con un’importante connessione con l’Italia. La visita del ministro italiano riflette un interesse crescente per il Brasile, non solo come partner economico, ma anche come simbolo della Global South. Mentre i rapporti tra USA e Brasile si fanno sempre più tesi, l’Italia si posiziona come un’altra potenza che cerca di rafforzare i legami con il Sud globale, contribuendo a un equilibrio internazionale sempre più diversificato.



