Le unghie, spesso trascurate, nascondono un vero e proprio serbatoio di batteri. Studi scientifici hanno dimostrato che lo spazio subunguale, l’area tra l’unghia e la pelle, ospita una comunità microbica molto più densa rispetto al resto della mano. I numeri sono impressionanti: in alcuni casi, la carica batterica può essere centinaia di volte superiore a quella della pelle circostante. Questo fenomeno è stato osservato in diversi studi, tra cui uno del 2007 pubblicato su Oral Microbiology and Immunology, che ha analizzato la saliva di adolescenti con onicofagia cronica e di coetanei senza questo vizio.
Lo spazio subunguale è un ambiente umido, riparato e poco esposto all’azione di detergenti o acqua. Questo crea le condizioni ideali per la proliferazione di batteri e funghi. Gli studi hanno evidenziato la presenza di stafilococchi coagulasi-negativi, come Staphylococcus epidermidis, ma anche bacilli Gram-negativi, come Pseudomonas, e lieviti, tra cui Candida parapsilosis, un fungo noto per le infezioni ungueali. Nel 42,3% dei volontari, sono stati rilevati bacilli Gram-negativi, mentre nel 69% sono presenti lieviti.
Quando i batteri presenti sotto le unghie entrano in contatto con la bocca, il quadro cambia. Uno studio del 2007 ha dimostrato che chi mangia regolarmente le unghie presenta una maggiore concentrazione di batteri intestinali in bocca. Questo fenomeno, noto come onicofagia, può portare a problemi come carie, infezioni del letto ungueale e paronichia. Inoltre, la presenza di batteri come Escherichia coli nella saliva indica un trasferimento continuo tra mani, cavo orale e apparato digerente. La popolazione generale, pur non essendo a rischio immediato, è incoraggiata a mantenere le unghie corte e a pulirle con una spazzolina morbida. Queste semplici abitudini possono ridurre la carica batterica e prevenire l’accumulo di germi. Per chi soffre di onicofagia, piccoli accorgimenti come l’uso di smalti al sapore amaro o l’adozione di alternative al morso possono aiutare a controllare il vizio.
Non è necessario vivere con i guanti per mantenere un’igiene adeguata. Gli esperti di microbiologia spiegano che ridurre la carica batterica subunguale è questione di abitudini semplici: tenere le unghie corte, usare acqua tiepida e sapone, insaponare bene anche il bordo, passare una piccola spazzola morbida, e sciacquare e asciugare con cura, soprattutto prima di cucinare e dopo aver usato il bagno o toccato terra e animali.
Le unghie molto lunghe, i gel e le ricostruzioni artificiali possono trattenere più sporco e rendere la pulizia più complessa. Per chi lavora in sanità o nella ristorazione, molti protocolli italiani richiedono unghie corte e niente applicazioni artificiali proprio per questo motivo. In ogni caso, la prossima volta che vi sistemate una ciocca di capelli con le unghie, saprete che lì sotto c’è un intero condominio di batteri da tenere a bada con un po’ di igiene mirata.
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