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Il credito sociale digitale: una nuova frontiera per il welfare

Il credito sociale digitale (Cds) rappresenta una proposta innovativa per il welfare, che si basa sulla logica di restituzione del valore prodotto dalle persone nell’economia digitale. Questo modello, presentato da Felice Ungaro, esperto in tecnologia e sistema sanitario, si propone come un’alternativa complementare al welfare aziendale e al pubblico, ma con un’ampia gamma di applicazione. Il Cds si distingue per l’idea di riconoscere il valore informazionale generato da ogni individuo attraverso la sua partecipazione all’ecosistema digitale, sia online che offline.

Un modello che estende il welfare aziendale

Il welfare aziendale ha introdotto un principio fondamentale: il valore prodotto dall’impresa non deve necessariamente esaurirsi nella relazione lavoro-retribuzione, ma può essere trasformato in beni, servizi e opportunità per migliorare il benessere del lavoratore e della sua famiglia. Il Cds si basa su questa logica, ma la estende all’intero ecosistema digitale, integrando la dimensione online e offline. La persona diventa parte attiva di un sistema in cui vita, lavoro, consumo, conoscenza e partecipazione producono continuamente valore informazionale. Il Cds si propone come un modello implementativo e complementare al welfare aziendale, capace di contribuire alla costruzione di un reddito di base integrato, affiancando le tradizionali politiche di sostegno economico con un meccanismo di riconoscimento del valore generato dalle persone nell’ecosistema digitale. Non si tratta di sostituire il welfare pubblico o quello aziendale, ma di implementarli attraverso una nuova fonte di valore, generata dalla partecipazione individuale e collettiva all’economia digitale.

Un algoritmo etico per la redistribuzione del valore

Il Cds propone un meccanismo di riconoscimento del valore generato dalle persone nell’ecosistema digitale, attraverso un algoritmo etico di redistribuzione. Questo sistema non sostituisce il welfare pubblico o aziendale, ma li integra, offrendo una nuova fonte di valore. Il valore informazionale, definito in termini di utilità, specificità, rarità e impatto, viene suddiviso in tre tipologie: individuale, scientifico e sociale. Questo approccio permette di trasformare una parte del valore in risorse per il benessere individuale e collettivo.

Il Cds si distingue da strumenti come il cashback o la moneta complementare, che operano prevalentemente come incentivi al consumo o facilitano scambi all’interno di comunità economiche specifiche. Al contrario, il Cds si basa sulla partecipazione individuale e collettiva all’economia digitale, riconoscendo il contributo di ogni persona all’intero sistema. Questo modello potrebbe evolvere il welfare aziendale verso un welfare di ecosistema, in cui impresa, cittadino, istituzioni e territorio non sono più sistemi separati, ma nodi interdipendenti di una rete di produzione e redistribuzione del valore.

La specificità del Cds risiede nel fatto che il valore non è generato solo all’interno dell’impresa, ma anche durante l’uso di piattaforme, l’acquisto di beni e servizi, la partecipazione a programmi di prevenzione, la condivisione di contenuti o l’interazione con imprese e istituzioni. Questo approccio potrebbe contribuire alla costruzione di un reddito di base integrato, affiancando le politiche tradizionali di sostegno economico con un meccanismo di riconoscimento del valore prodotto dalle persone nell’economia digitale.

Giuseppe Rossi

Copre tecnologia e innovazione, raccontando come il digitale cambia la vita quotidiana senza gergo.

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