A Lourdes, i mosaici di Marko Rupnik restano velati, mentre il tribunale vaticano non ha dato risposta alle denunce di abusi sessuali e psicologici da parte di una quindicina di vittime. Da anni, il processo per l’ex gesuita, noto per le sue opere d’arte in chiese di tutto il mondo, rimane in sospeso, senza alcuna comunicazione ufficiale. Rupnik, ex gesuita sotto processo al Sant’Uffizio, è stato espulso dalla Compagnia di Gesù nel 2023 per aver violato le proibizioni imposte dopo accuse di abusi sessuali e psicologici. Nonostante le denunce, il tribunale vaticano non ha aperto un processo né ha fornito alcuna informazione sulle indagini in corso.
Le denunce contro Rupnik, che includevano abusi sessuali e psicologici, sono state raccolte da una commissione interna alla Compagnia di Gesù e trasmesse al dicastero per la Dottrina della fede nel gennaio 2022. Tuttavia, il processo non è mai iniziato. Anche dopo che il papa Francesco ha tolto la prescrizione nel 2024, il tribunale vaticano non ha dato alcuna risposta alla rappresentante legale delle vittime. La comunità femminile Loyola in Slovenia, di cui Rupnik era guida spirituale, è stata commissariata dal vescovo locale, ma non è stato dato alcun riscontro sulle accuse.
Il silenzio del Vaticano rimane un mistero.
Il caso di Rupnik rappresenta un caso di silenzio e segretezza nel Vaticano, a differenza di quanto accaduto con il processo contro il fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel. In quel caso, le indagini furono condotte alla luce del sole, con l’intervento di un inviato del S.Uffizio. Al contrario, il caso Rupnik è rimasto in ombra, senza alcun comunicato ufficiale. Anche la scomunica del 2020, emessa per un crimine canonico, è rimasta senza spiegazione, e la sua revoca non è mai stata resa nota al pubblico.
La comunità cattolica internazionale si chiede come mai, dopo decenni di inazione, il Vaticano non abbia adottato misure simili a quelle che hanno portato alla luce i casi di abusi sessuali. Mentre il tribunale vaticano ha istituito un tribunale speciale, non è stato dato alcun riscontro sulle indagini. Il vescovo di Lourdes, mons. Jean-Marc Micas, ha deciso di coprire i mosaici di Rupnik per rispetto delle vittime, ma il silenzio del Vaticano rimane un mistero.
Le vittime attendono una sentenza.
Le reti cattoliche di sostegno alle vittime di abusi sottolineano che, sebbene la presunzione di innocenza sia un principio importante, il silenzio ha avuto conseguenze gravi per le vittime. A Lourdes, i mosaici velati rappresentano un simbolo di una vicenda non risolta, che attende una sentenza. Mentre il papa Leone XIV prende il posto di Francesco, il caso Rupnik rimane un buco nero nel pontificato, con un processo che non ha dato alcun risultato.
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