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domenica 20 Settembre 2026

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Cronaca

Doppia tassa per uscire di casa: il cittadino si difende ma il giudice lo respinge

Un cittadino di Senigallia denuncia una doppia tassa per uscire di casa, ma il giudice respinge il ricorso.

Un cittadino di Senigallia ha presentato un ricorso per ottenere il ripristino di barriere di sicurezza all’ingresso del proprio garage, ma il giudice ha respinto la sua richiesta. La vicenda riguarda la sosta selvaggia in via Ugo Bassi, una strada stretta e affollata dove la mancanza di dissuasori ha reso difficoltoso l’accesso ai residenti. Il Comune, per posizionare nuove barriere, ha chiesto un ulteriore canone per l’occupazione del suolo pubblico, creando una situazione di doppia tassa per il cittadino. Il giudice ha ritenuto che un privato non possa autorizzarsi a collocare barriere sulla strada pubblica senza autorizzazione formale.

La sosta selvaggia e la mancanza di controlli

Nel corso dell’estate, la Polizia locale ha riscontrato la presenza di installazioni abusive in via Ugo Bassi, con coni fissati all’asfalto con chiodi. Il residente, esasperato dall’assenza di rimozioni tempestive, ha tentato la via giudiziaria, chiedendo di ripristinare a sue spese catena e paletti. Tuttavia, la sezione civile del Tribunale di Ancona ha respinto il ricorso, spiegando che il privato non può autorizzarsi a collocare barriere sulla strada pubblica. Il cittadino ha negato di aver posizionato i coni, sostenendo che il Comune li ha trovati senza autorizzazione.

Un passo carrabile pagato da anni

Il residente, che paga il passo carrabile da oltre vent’anni, sostiene che il Comune debba garantirgli il passaggio. «Io pago il passo carrabile dal 2004 e il Comune deve garantirmi il passaggio», ha affermato. Secondo lui, non accetta di pagare ulteriori tasse per l’occupazione del suolo pubblico solo per avere lo spazio di manovra. «Devono essere sanzionati gli automobilisti indisciplinati, non costretto io a pagare due volte: passo carrabile e suolo pubblico», ha aggiunto. Il Comune, invece, sostiene che l’unica via per ottenere la delimitazione fisica dello spazio di manovra sia presentare un’ulteriore istanza per l’occupazione di suolo pubblico e versare il relativo canone.

Il ricorso urgente è stato respinto e il cittadino è stato condannato a rifondere le spese di lite al Comune. Ha già dato mandato al proprio avvocato per presentare un nuovo ricorso contro l’ordinanza emessa dopo l’udienza di martedì, con cui è stata negata l’istanza cautelare. Il cittadino sostiene che il Comune non abbia rispettato le regole e abbia creato una situazione di doppia tassa. La sentenza del giudice ha respinto la richiesta, ma il residente non si arrende. Il caso rimane un esempio di tensioni tra cittadini e enti locali, alimentate da una gestione non conforme alle aspettative di sicurezza e accessibilità.

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