Claudio Ranieri, direttore tecnico della FIGC e presidente del Club Italia, ha parlato ai ragazzi radunati in provincia di Rieti durante l’inaugurazione dell’anno scolastico. Il tecnico, noto per la sua lunga carriera e la sua capacità di motivare, ha sottolineato come scuola e calcio siano un tutt’uno, un concetto che ha reso il suo discorso un mix tra sport e vita. L’allenatore ha lanciato l’idea di scuole calcio più economiche, affermando che non dovrebbero essere un peso per le famiglie.
Scuola e calcio: un percorso di crescita
Ranieri ha spiegato come il calcio e la scuola siano due ambiti che si intrecciano nella crescita dei giovani. “C’è la motivazione, c’è l’unione, stare insieme”, ha detto, sottolineando l’importanza del lavoro di gruppo e della collaborazione. Il suo discorso, rivolto ai ragazzi che rappresentano il futuro di Amatrice e dell’Italia, ha messo in luce l’importanza di non arrendersi dopo un errore. La cosa più importante è riprovare, essere positivi, dare sempre tutto a se stessi. Ranieri ha anche parlato dell’errore come parte naturale del processo di crescita. “Sono state anche delle volte che ho detto che ho sbagliato proprio perché l’errore fa parte della natura umana. Non si può pensare di essere perfetti”, ha affermato. L’allenatore ha spiegato come gestiva i momenti delicati della partita, dopo allenamenti duri e ripetizioni continue. “Dicevo, fate quello che vi sentite. Qualsiasi cosa sbagliata è, a me non interessa”, ha detto, evidenziando una filosofia di lavoro basata sulla fiducia e sulla libertà di espressione.
Scuole calcio accessibili per tutte le famiglie
Un altro tema centrale del discorso di Ranieri riguarda le scuole calcio. Il tecnico ha rivendicato l’attenzione per questo settore, che conosce bene e su cui sta lavorando. “Faremo di tutto affinché queste scuole calcio costino un pochino di meno perché ci sono delle famiglie che non si possono permettere”, ha detto. Il problema, ha spiegato, riguarda il costo di accesso, che può escludere alcuni bambini da percorsi sportivi per ragioni economiche. Scuola, bambini, calcio, è un tutt’uno.
Ranieri ha sovrapposto i due mondi che ha davanti: “Scuola, bambini, calcio, è un tutt’uno”, ha detto, senza separare i contesti. Il suo discorso, che si conclude con un messaggio di incoraggiamento, si presenta come una lezione di vita. “Si lotta, si sbaglia e si ricomincia”, ha detto, un invito a non smettere mai di credere in se stessi. L’allenatore, con la sua esperienza e la sua capacità di comunicare, ha dato un contributo significativo al dibattito su come rendere il calcio più accessibile e motivante per i giovani.
Ranieri ha anche espresso un forte dissenso nei confronti di chi si abbatte dopo un errore. “La cosa più importante per me è se fate un errore e avete un calo di motivazione e vi abbattete. No, questo non lo sopporto”, ha detto, sottolineando l’importanza della resilienza. Il suo messaggio, che si presenta con l’etichetta di motivatore, si basa su una lunga esperienza e una profonda conoscenza del rapporto tra allenatore e giocatore. “Io credo che i giocatori capiscono chi hanno davanti. Quando io ero giocatore capivo l’allenatore quando parlava e veniva analizzato in ogni suo discorso”, ha spiegato.



