La Comunità Papa Giovanni XXIII torna in piazza il 26 e 27 settembre con l’evento solidale “Un pasto al giorno”, un’iniziativa che invita a riflettere sulla fame nel mondo e a condividere un pezzo di responsabilità collettiva. L’evento, nato nel 1968 da don Oreste Benzi, si svolgerà in diverse piazze italiane e si propone come un’opera d’arte che si completa solo quando tutti si uniscono. A chi sceglierà di partecipare sarà consegnata una tessera in legno, un tassello di un grande puzzle che simboleggia l’impegno di ciascuno per combattere la fame e l’indigenza.
Un puzzle in legno per un impegno collettivo
Il puzzle in legno, realizzato dalla Cooperativa sociale Ro’ La Formichina, è stato creato per ricordare che la risposta alla fame non può essere delegata. Ogni tessera rappresenta un contributo individuale, ma solo quando tutti si uniscono il disegno si completa. I pezzi del puzzle sono stati trasformati in magneti e saranno consegnati in piazza affinché ognuno porti con sé un pezzo di questa opera. La Cooperativa, nata in provincia di Catania, coinvolge persone che il mondo del lavoro aveva scartato, offrendo loro un’occasione di reinserimento attraverso il lavoro del legno.
La povertà non è lontana: dati Istat in Emilia Romagna
Secondo gli ultimi dati Istat, l’incidenza della povertà relativa familiare nella regione si è attestata al 6,4%. Un dato che conferma come la fame e l’esclusione non siano fenomeni lontani, ma radicati nei contesti locali. L’evento di “Un pasto al giorno” cerca proprio di riportare il tema al cuore delle comunità e delle famiglie, mostrando come la solidarietà possa essere un’arma per combattere le disuguaglianze.
Un’opera d’arte che si completa con tutti
La responsabilità collettiva di cui parla la Comunità non riguarda solo le aree più povere del pianeta. Anche nel territorio regionale la povertà resta una realtà concreta. La mobilitazione in Emilia Romagna parte da una presenza fortemente radicata sul territorio: sono circa 130 le realtà di accoglienza attive nella regione e oltre 900 le persone accolte ogni anno. L’evento si svolgerà in piazza, dove si incontreranno bambini, anziani, persone con disabilità o senza dimora, famiglie, volontari e missionari. C’è chi aggiunge un posto in più, chi condivide il pane, chi spinge una carrozzina, chi tende un piatto a chi arriva.
Un’immagine di condivisione e solidarietà
L’illustrazione del puzzle, firmata da Filippo Serafini, figlio di una famiglia della Comunità cresciuta nella parrocchia di don Benzi, racconta la realtà fondata da don Benzi attraverso un’unica, lunghissima tavola, affresco di una vita da vivere insieme e luogo di condivisione in cui non esiste distinzione tra chi offre e chi riceve perché tutti vi siedono insieme. La provocazione di “Un pasto al giorno” è chiara: il disegno resta incompleto se ciascuno non fa la propria parte. Il contributo di ciascuno, per quanto piccolo possa sembrare, è indispensabile per dare forma a un impegno che può essere efficace solo se collettivo.



