Il Partito Democratico valuta l’ipotesi di allargare la coalizione, ma non esclude nulla su un avvicinamento con il Patt, pur senza illudersi di un immediato cambiamento. Il segretario provinciale, Alessandro Dal Ri, ha espresso una posizione aperta ma cauta, sottolineando che le Politiche potrebbero modificare gli equilibri in ottica provinciale. La sfida nelle valli, in particolare, richiede una concretezza che non si limita a dichiarazioni o posizioni, ma a azioni tangibili. Questo è il contesto in cui si muove il Pd, che cerca di costruire un percorso verso le elezioni del 2028, con un focus su candidati e alleanze.
Un percorso costruito con attenzione
Il Pd, guidato da Alessandro Dal Ri, ha chiarito che il percorso verso le elezioni del 2028 dovrà essere costruito con attenzione, anche se non si esclude l’ipotesi di un allargamento della coalizione. “E’ una possibilità che valutiamo e abbiamo ipotizzato un incontro per capire i margini di manovra”, ha detto Dal Ri. La base di partenza resta l’Alleanza democratica autonomista, ma si apre la porta a nuove collaborazioni, come con Onda o il M5s. Tuttavia, non si tratta di un’ipotesi immediata, ma di un’idea che richiede una volontà reciproca e un confronto aperto.
La collaborazione tra forze politiche non è mai stata facile
Le relazioni tra le forze politiche in Trentino non sono sempre state semplici. Anche se in Provincia le compagini sono in minoranza, spesso si registra una collaborazione sui temi comuni. Tuttavia, il rapporto con il Patt rimane complesso, con un atteggiamento di attenzione ma non di immediata convergenza. “Le Stelle Alpine seguono l’Svp per le Politiche e il risultato di quelle elezioni può poi incidere sugli equilibri in ottica Provinciali”, ha spiegato Dal Ri. Il Patt, pur non escludendo un avvicinamento, non si illude di un cambiamento nel breve periodo, soprattutto considerando il contesto politico nazionale e la presenza del governo di Giorgia Meloni in Alto Adige.
Le valli: un’area da recuperare
La sfida nelle valli è un tema centrale per il Pd, che cerca di recuperare l’elettorato in aree interne, dove si registrano tendenze più conservatrici rispetto alle città. “E’ una tendenza in Italia ma più in generale nell’Occidente: le città sono più progressiste, le aree interne più conservatrici”, ha sottolineato Dal Ri. Per affrontare questa sfida, il Pd punta su una strategia di collaborazione con le liste civiche locali, che rispecchino le sue sensibilità. L’obiettivo è trovare persone giuste sui territori e proporre soluzioni concrete alle comunità. “Le valli chiedono pragmatismo”, ha concluso Dal Ri, sottolineando l’importanza di un approccio concreto e non solo di dichiarazioni.
Il percorso verso le elezioni del 2028 è in corso, ma non si fanno nomi né si ipotizzano liste prima del tempo. “Nessuno ha mai indicato un candidato presidente con due anni di anticipo e non ci sarà un’eccezione questa volta”, ha detto Dal Ri. Il dibattito sulle primarie potrebbe essere una soluzione, ma non è ancora chiaro se sarà adottata. Il Pd, in ogni caso, continua a lavorare per costruire un’alternativa di governo seria, responsabile e competente, con un focus su alleanze e collaborazioni che possano portare risultati tangibili.



