La Cisl, attraverso la sua segretaria nazionale Daniela Fumarola, ha espresso critiche alla manovra di bilancio, ma ha scelto di non adottare scioperi, preferendo una mobilitazione basata sul dialogo e sul confronto con istituzioni, imprese e partiti. La decisione, annunciata durante la prima tappa del «Patto che unisce» a Genova, segna una scelta diversa rispetto a quella della Cgil, che punta su uno sciopero generale del 20 novembre. La Cisl, «fieramente controcorrente», ha ribadito l’importanza di preservare i conti pubblici, ma ha anche sottolineato che non si può rassegnarsi alle scelte dell’esecutivo.
Un dialogo senza pregiudizi
Fumarola ha sottolineato che la Cisl non ha governi amici o nemici, ma riconosce ciò che è positivo e chiede di correggere ciò che è insufficiente. «Senza pregiudizi e senza subalternità nei confronti di nessuno», ha detto, ribadendo l’autonomia del sindacato. La strategia scelta non esclude critiche nette, ma privilegia il confronto costruttivo. Tra le contestazioni principali, la Cisl ha indicato l’estensione della flat tax al 15% agli autonomi fino a 100.000 euro di ricavi, la stretta sulla rivalutazione delle pensioni e il taglio di quasi 7.000 posti tra docenti e personale Ata.
Disagio e speranza: il carovita e l’inflazione
La protesta nasce dal carovita, che ha eroso non solo salari e pensioni, ma anche la speranza delle persone. «L’inflazione ha eroso la speranza delle persone», ha detto Fumarola, riferendosi a famiglie che rinunciano a cure mediche e giovani alle prese con affitti insostenibili e un futuro incerto. La Cisl ha anche rivendicato una distinzione netta tra il disagio di chi manifesta pacificamente e i saccheggi del 17 ottobre, liquidati come «puro teppismo». Tra le priorità, la sicurezza nei luoghi di lavoro e il divario che penalizza le donne, con salari inferiori, carriere discontinue e carenza di servizi.
La sfida della Cisl è dimostrare che la pressione senza sciopero può strappare risultati concreti. La mobilitazione, che prevede tappe a Gioia Tauro il 28 novembre e a Roma il 12 dicembre, si basa su un modello di dialogo che mira a un patto pluriennale su salari, welfare, formazione e investimenti, a partire dal Libro Verde presentato come proposta alla politica e alle parti sociali. La Cisl non vuole una rottura con gli altri sindacati, ma riconosce le differenze e cerca l’unità con Cgil e Uil ovunque sia possibile. «Il futuro non si aspetta e non si appalta. Il futuro si costruisce insieme», ha concluso Fumarola, evocando l’esempio della ricostruzione del ponte Morandi come simbolo di collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini.



