Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

lunedì 21 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cultura

ReggioFest2026 promuove la cultura diffusa: piazze e spazi urbani diventano luoghi di spettacolo e partecipazione

ReggioFest2026 trasforma piazze e spazi urbani in luoghi di cultura, con spettacoli di teatro, danza e musica che coinvolgono il pubblico.

ReggioFest2026 ha concluso il suo percorso estivo, portando la cultura fuori dai luoghi tradizionali e trasformando piazze e spazi urbani in luoghi di spettacolo e partecipazione. L’iniziativa, organizzata dall’Accademia Senocrito, ha visto la collaborazione tra arte, teatro, danza e musica, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle arti performative e creare un dialogo tra tradizione e linguaggi contemporanei. L’evento, finanziato dal Comune di Reggio Calabria, ha visto la partecipazione di artisti e performer che hanno reso accessibili e coinvolgenti le opere classiche attraverso nuove interpretazioni.

Spettacoli che uniscono narrazione e performance

Il 31 agosto, in Piazza Leopoldo Trieste, si è svolto «Il Racconto di Carmen», un evento inserito nel Calabria in Opera Festival. L’opera di Georges Bizet è stata proposta con una formula che ha unito narrazione, canto lirico e pianoforte, rendendo la vicenda più accessibile e coinvolgente. Protagonisti Andreina Drago nel ruolo di Carmen, Fabio Maria Napoletani in quello di Don José e Giuseppe Zema nei panni di Escamillo, con Andrea Francesco Calabrese al pianoforte e il coordinamento artistico di Franco Marzocchi.

Il 6 settembre, sempre in Piazza Leopoldo Trieste, è stata la volta di «Liù, Amore VS Potere», spettacolo della Naos Dance Company, con direzione e coreografia di Francesca Spataro. Liberamente ispirato alla figura di Liù della Turandot di Giacomo Puccini, lo spettacolo ha reinterpretato attraverso la danza contemporanea i temi dell’amore, del sacrificio e del rapporto con il potere. Il corpo, il movimento e le relazioni tra i performer hanno restituito le sfumature emotive del personaggio, creando un ponte tra il patrimonio operistico e la ricerca coreografica contemporanea.

La danza ha reso tangibile le emozioni di un personaggio complesso, unendo tradizione e innovazione.

Laboratori che coinvolgono la cittadinanza

A completare il programma, l’11 settembre, presso la Lega Navale sul Lungomare di Pellaro, si sono svolti i laboratori di percussioni Pop/Etnico e coreografico, dedicati alla partecipazione diretta e alla formazione. I partecipanti hanno potuto sperimentare ritmo, movimento, coordinazione e lavoro di gruppo, entrando in contatto con la pratica musicale e coreografica. Gli appuntamenti hanno restituito pienamente lo spirito di «Cultura diffusa», attraverso un programma capace di unire spettacolo e formazione e di portare la cultura fuori dai luoghi tradizionali, coinvolgendo direttamente il territorio e la cittadinanza. Un percorso che ha messo in relazione memoria e contemporaneità, patrimonio e sperimentazione, offrendo occasioni di incontro con la musica, il teatro e la danza e contribuendo a rafforzare il rapporto tra cultura e comunità.

ReggioFest2026 ha dimostrato come la cultura possa essere accessibile e partecipativa, anche nei luoghi più quotidiani.

L’esperienza di ReggioFest2026 ha rappresentato un’occasione per avvicinare il pubblico alle arti performative, creando un legame tra artisti e cittadini. L’iniziativa ha visto la collaborazione tra diverse discipline, con un focus su spettacoli e laboratori che hanno reso la cultura un’esperienza concreta e coinvolgente. L’obiettivo di portare la cultura fuori dai luoghi tradizionali è stato pienamente raggiunto, con un impatto positivo sul territorio e sulla comunità locale.

Leggi anche