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lunedì 21 Settembre 2026

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Economia

Il rischio climatico non è solo ambientale, ma un fattore chiave di competitività e continuità operativa

Daniele Strippoli di ERM spiega come il rischio climatico sta diventando un tema cruciale per la competitività e la continuità operativa delle aziende.

Daniele Strippoli, esperto di ERM nel settore Nature & Water Advisory Services, ha sottolineato come il rischio climatico non sia più un problema esclusivamente ambientale, ma un fattore chiave per la continuità operativa e la competitività delle aziende. L’adattamento al cambiamento climatico sta diventando una pratica sempre più rilevante, non solo per la gestione dei rischi, ma anche per la capacità di creare valore nel lungo periodo. Le aziende, in particolare quelle che consumano grandi quantità di energia e acqua, devono integrare la resilienza climatica nelle loro decisioni di investimento e localizzazione. La disponibilità di queste risorse sta infatti diventando una variabile strategica, tanto che la gestione del rischio climatico si sta evolvendo da una logica di portafoglio a una valutazione più precisa, che coinvolge la vulnerabilità dei singoli asset e delle catene del valore.

La resilienza climatica come investimento strategico

Il rischio climatico non può essere visto come un costo aggiuntivo, ma come un investimento nella capacità futura di creare e proteggere valore. Strippoli ha sottolineato che le aziende devono passare dalla consapevolezza all’implementazione, trasformando la conoscenza del rischio in decisioni e investimenti concreti. L’adattamento non è più solo una misura di prevenzione, ma una strategia per proteggere i propri investimenti e garantire la continuità operativa. Questo implica un cambio di prospettiva: non si tratta più solo di identificare il rischio, ma di agire in modo mirato per mitigarne gli effetti e sfruttarne le opportunità.

La sfida per l’Italia è passare dalla consapevolezza all’implementazione.

Strippoli ha spiegato che il rischio climatico non può essere considerato una variabile aggiuntiva da valutare separatamente rispetto agli altri fattori di investimento. Deve entrare a pieno titolo nella valutazione della sostenibilità economica e industriale di un progetto. Significa chiedersi non soltanto se un investimento è conveniente alle condizioni attuali, ma se quelle stesse condizioni saranno ancora valide lungo l’intero ciclo di vita dell’asset. Questo richiede di considerare fattori come la disponibilità di acqua, l’aumento delle temperature, il rischio di alluvioni e la frequenza degli eventi estremi, ma anche l’evoluzione delle condizioni territoriali e delle risorse necessarie per mantenere operativo un impianto.

Le sfide dell’adattamento e il gap di finanziamento

Nonostante l’importanza crescente del tema, l’adattamento al cambiamento climatico riceve ancora meno attenzione rispetto alla mitigazione. Strippoli ha spiegato che il motivo è legato alla difficoltà di quantificare il ritorno economico degli investimenti in resilienza. L’adattamento si basa su interventi che preveniscono danni futuri, il che rende complesso valutarne l’effettivo impatto. Inoltre, la governance e la collaborazione tra diversi settori aziendali rimangono un ostacolo. L’allocazione del capitale richiede un approccio integrato, ma spesso le decisioni si basano su orizzonti temporali brevi, mentre i rischi climatici si sviluppano su scale decennali. Questo crea un paradosso: le aziende faticano a investire proprio perché è difficile dimostrare il valore di un danno evitato.

Il gap globale di finanziamento per l’adattamento è stimato tra 187 e 359 miliardi di dollari l’anno.

Secondo studi del World Resources Institute, ogni dollaro investito in adattamento può generare oltre 10 dollari di benefici economici e sociali. Tuttavia, il gap globale di finanziamento per l’adattamento è stimato tra 187 e 359 miliardi di dollari l’anno, segnale che gli investimenti in resilienza sono ancora significativamente inferiori rispetto ai bisogni reali. L’integrazione tra mitigazione e adattamento diventa quindi cruciale, poiché entrambi sono necessari per proteggere il valore e prepararsi agli scenari futuri.

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