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lunedì 21 Settembre 2026

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Sondaggio su responsabilizzazione genitoriale: il 98% approva la sospensione dei sussidi per famiglie non collaboranti

Sondaggio su responsabilizzazione genitoriale: il 98% approva la sospensione dei sussidi per famiglie non collaboranti

Un sondaggio condotto da un’importante testata locale ha rivelato un forte sostegno per una proposta di responsabilizzazione genitoriale, con il 98% dei partecipanti che approva la sospensione dei sussidi per le famiglie che rifiutano di collaborare con i servizi sociali. L’87% dei rispondenti sostiene la misura senza riserve, mentre un ulteriore 11,2% la approva solo in casi particolarmente gravi. Solo l’1,8% si oppone all’idea di legare i diritti economici dei genitori al loro impegno educativo. La proposta, lanciata dal sindaco di Legnago di Fratelli d’Italia Paolo Longhi, nasce dopo episodi di violenza commessi da minorenni e mira a rafforzare il rapporto tra famiglia e istituzioni.

Responsabilizzazione genitoriale e collaborazione sociale

La proposta di Longhi si basa su un principio chiave: il sostegno pubblico non può essere visto come un rapporto a senso unico. Secondo il sondaggio, se le istituzioni mettono a disposizione assistenti sociali, percorsi educativi e sostegni economici, anche la famiglia deve fare la sua parte. Il meccanismo immaginato riguarda alcuni contributi comunali discrezionali e si attiva solo quando i genitori rifiutano di collaborare con i servizi sociali nel percorso predisposto per il minore. L’obiettivo è sottrarre adolescenti alla devianza, ma solo se la collaborazione viene deliberatamente negata.

Non si tratta di punizioni, ma di un dovere condiviso. La proposta non prevede automatismi: non si sottraggono automaticamente i sussidi a una famiglia solo perché un figlio ha commesso un reato. L’attenzione è rivolta a casi specifici e a valutazioni individuali, con l’obiettivo di evitare sanzioni inutili. Il 98,2% complessivo che approva la misura, con gradazioni diverse, indica un forte sostegno per un modello che non abbandona le famiglie in difficoltà, ma le coinvolge in un rapporto di reciproca responsabilità.

Un modello che si espande al di fuori del Comune

La proposta ha già superato i confini del Comune di Legnago, con il sindaco Longhi che ha riferito di essere stato contattato da numerosi amministratori interessati al modello. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha annunciato l’intenzione di lavorare a un’iniziativa legislativa analoga a livello nazionale. L’idea, nata dopo due episodi gravi di violenza da parte di minorenni, ha trovato un ampio consenso tra i partecipanti al sondaggio, che hanno visto in essa un modo per rafforzare la responsabilità genitoriale e la collaborazione con le istituzioni.

Il dibattito, che ha visto un’ampia partecipazione, ha anche sottolineato l’importanza di non trasformare i sussidi in strumenti di punizione, ma di rafforzare un dovere condiviso. La proposta, se approvata, potrebbe rappresentare un passo significativo verso una politica sociale più inclusiva e responsabile, in cui la collaborazione tra famiglia e istituzioni è vista come un elemento essenziale per la crescita dei giovani. La responsabilizzazione non è un abbandono, ma un impegno reciproco. Il messaggio dei partecipanti non è quello di uno Stato che abbandona le famiglie in difficoltà. Semmai è l’opposto: il sostegno pubblico non può essere concepito come un rapporto a senso unico, soprattutto quando l’amministrazione chiede collaborazione per sottrarre un adolescente alla devianza e quella collaborazione viene deliberatamente negata.

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