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martedì 22 Settembre 2026

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Chi è il Presidente del CdA ideale per affrontare le nuove sfide?

Un rapporto di Nedcommunity e Russell Reynolds Associates analizza le competenze chiave del Presidente del CdA in un’era di trasformazioni e crisi.

Chi è il Presidente del CdA ideale per affrontare le nuove sfide? È una domanda che ha visto risposte da parte di 13 Presidenti di istituzioni e società italiane, raccolte nel rapporto “Il ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione nella governance contemporanea”, presentato il 28 settembre a Milano. L’indagine, condotta da Nedcommunity in collaborazione con Russell Reynolds Associates, ha evidenziato una profonda trasformazione del ruolo del Presidente, che non è più solo un simbolo di prestigio, ma un vero architetto del processo decisionale. Il Presidente ideale deve combinare competenze tecniche solide con soft skills decisive, come la capacità di creare fiducia, facilitare il dialogo e ascoltare punti di vista eterogenei.

Un ruolo in evoluzione

La figura del Presidente del CdA si è trasformata negli ultimi anni, diventando un elemento chiave per la governance aziendale. Non è più il custode delle forme del passato, ma un leader che si misura sulle qualità delle decisioni prese dal board. Il ruolo richiede una visione strategica di lungo periodo, una conoscenza approfondita del business e un presidio attento dei rischi. In un contesto di discontinuità, come crisi, trasformazioni del modello di business o cambiamenti dell’assetto proprietario, il Presidente deve dimostrare una leadership discreta e incisiva, fondata sull’autorevolezza e sull’indipendenza di giudizio.

Il Presidente non è più solo un simbolo, ma un decisore chiave. Il suo ruolo si misura non solo sulle competenze tecniche, ma anche sulla capacità di creare un clima di fiducia e di dialogo all’interno del board. La sua leadership deve essere orientata al bene dell’impresa, riconducendo le diverse opinioni a una sintesi coesa.

Competenze e stile di leadership

Le competenze necessarie al Presidente del CdA includono sia competenze hard che soft. Tra le prime, si annoverano la conoscenza del diritto societario, la gestione dei rischi e la capacità di prendere decisioni strategiche. Tra le secondhe, invece, la capacità di creare fiducia, facilitare il dialogo e ascoltare punti di vista diversi, riconducendoli a una sintesi orientata al bene dell’impresa. Il Presidente ideale deve esercitare una leadership che non si basa solo sulla posizione, ma sulla capacità di influenzare positivamente il clima decisionale del board.

La leadership del Presidente deve essere discreta ma incisiva. Deve esercitare un’autorevolezza fondata sull’indipendenza di giudizio, senza però prendere decisioni in modo autoritario. La sua capacità di ascoltare e sintetizzare opinioni diverse è cruciale per il successo del board. “Non esiste buona governance senza una Presidenza all’altezza”, sottolinea Marco Giorgino, Presidente di Nedcommunity. Secondo lui, quando la scelta del Presidente è sbagliata o mancano le competenze tecniche, relazionali e la gravitas richieste, si rischia di compromettere l’equilibrio complessivo del Consiglio. La responsabilità del ruolo, tuttavia, è ancora valutata con strumenti inadeguati, un aspetto che richiede una riflessione approfondita.

Il rapporto sarà presentato il 28 settembre a Milano, nell’Auditorium Deloitte, in un evento che vedrà la partecipazione di esponenti di primo piano delle istituzioni, della finanza e della governance. Durante l’evento, saranno proiettate le video-testimonianze dei 13 Presidenti intervistati, che hanno condiviso le loro esperienze e riflessioni. Due tavole rotonde saranno dedicate alle aspettative degli stakeholder e alla leadership del Presidente, con l’obiettivo di confrontarsi su temi chiave per la governance aziendale contemporanea.

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