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martedì 22 Settembre 2026

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Cronaca

Frode finanziaria, in carcere l’ex dirigente di Futuro Nazionale Luca Carleo

Indagine su frodi sul mercato, in carcere ex dirigente Futuro Nazionale Luca Carleo e ex AD Ciro Di Meglio

L’ex dirigente di Futuro Nazionale Luca Carleo è finito in carcere a seguito di un’indagine che ha portato alla luce una serie di frodi sul mercato finanziario. L’inchiesta, condotta dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e dal pm di Milano Nicola Rossato, ha coinvolto 35 indagati, tra cui anche l’ex amministratore delegato della società del gruppo Ops, Ciro Di Meglio. I due imprenditori sono stati arrestati questa mattina, accusati di aver messo in atto strategie delinquenziali per ottenere profitti personali ai danni degli investitori.

frode sul mercato e manipolazioni finanziarie

Secondo i magistrati meneghini, Carleo e Di Meglio avrebbero utilizzato società del gruppo Ops per portare avanti un piano fraudolento, sfruttando la situazione di crisi in cui si trovavano alcune aziende. I reati contestati includono manipolazioni del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali, formazione fittizia di capitale e malversazioni di erogazioni pubbliche. L’indagine ha rivelato che i due avrebbero agito in concorso con 33 altre figure, tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti.

Carleo, poco prima delle perquisizioni e dei sequestri di luglio scorso, era stato nominato da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci come responsabile vicario per la Lombardia con delega per la città di Milano e poi si era dimesso. In una conversazione intercettata, ha illustrato come fosse riuscito a aggirare la prova dell’avvenuto pagamento di una somma stabilita da una delibera del cda, simulando operazioni inesistenti, falsificando verbali e retrodatando l’accollo di debiti della società. «Mi son fatto venire un colpo di genio che guarda (…) perché Consob ha mandato una roba da vaffanbagno, da str…. come al solito e quindi ho dovuto trovare la pezza per metterla in ordine», ha detto.

schema fraudolento e vantaggi economici

Secondo l’impostazione accusatoria, l’«schema fraudolento» messo in atto da Carleo e Di Meglio integra il reato di manipolazione, sia informativa che operativa. Gli indagati avrebbero ottenuto un vantaggio economico derivante dalla vendita delle nuove azioni emesse nell’ambito dei Poc e dall’incasso di ingenti commissioni. Inoltre, avrebbero danneggiato il mercato diluendo il numero di azioni disponibili, grazie alla conversione delle obbligazioni, con conseguente deprezzamento dei titoli. L’indagine ha rivelato frodi per un totale di 30 milioni di euro.

Al momento, Carleo e Di Meglio si sono difesi dalle accuse con memorie scritte, preferendo avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande durante gli interrogatori preventivi davanti al gip dell’11 settembre. Inoltre, nell’indagine figurano anche altri otto indagati che sono stati destinari di misure interdittive. La situazione ha suscitato reazioni anche a livello politico, con l’attacco di Roberto Vannacci a Giorgia Meloni, che ha dichiarato di voler dare il paese alla sinistra piuttosto che allearsi con lui. L’indagine rappresenta un ulteriore colpo al sistema finanziario italiano, mettendo in luce le complicità e le strategie fraudolente di figure chiave del settore. I legali dei due imprenditori hanno annunciato il riesame delle accuse, cercando di contestare la validità delle prove raccolte.

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