L’Uzbekistan sta cercando di riformare il sistema di gestione dei rifiuti per avvicinarsi a un’idea di economia circolare, un modello che mira a ridurre l’impatto ambientale e a massimizzare il riciclo. A Sharjah, in Emirati Arabi Uniti, parte dei rifiuti viene inviata a un impianto per la trasformazione in energia, dove viene bruciata per generare elettricità, evitando l’accumulo in discarica. Questo modello, però, non è sufficiente da solo: il problema si risolve solo quando i rifiuti vengono separati fin da casa. A Angren, a est di Tashkent, un progetto pilota ha distribuito 10.000 sacchetti per incoraggiare i residenti a separare i rifiuti domestici. Secondo Sobir Mashrabov, rappresentante regionale dell’azienda, solo circa l’1% dei rifiuti è stato riconsegnato già separato, evidenziando la sfida della consapevolezza civile.
Separare i rifiuti per un futuro sostenibile
La separazione dei rifiuti è un passo fondamentale per un’efficace gestione dei materiali. Quando plastica, carta, avanzi di cibo e altro vengono gettati insieme, recuperare materiali utili diventa più difficile. Separarli fin da casa crea più opportunità perché i materiali riciclabili tornino alla produzione, evitando l’incenerimento o la discarica. A Angren, il progetto pilota ha cercato di abituare i cittadini a questa pratica, ma il risultato è stato modesto. “Senza la selezione dei rifiuti non si può ottenere nulla”, afferma Mashrabov, sottolineando che le infrastrutture da sole non bastano: la separazione deve diventare un’abitudine quotidiana, insegnata fin da piccoli.
Un’infrastruttura in costruzione per la trasformazione in energia
Near Samarcanda, un nuovo impianto per la trasformazione dei rifiuti in energia è in costruzione. Una volta operativo, potrebbe trattare circa 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno, generando 240 milioni di chilowattora di elettricità all’anno. Questo tipo di impianto riduce il volume che arriva in discarica, ma il riciclo dei materiali riciclabili è ancora più importante. Gli impianti che trasformano i rifiuti in energia possono ridurre il volume, ma il recupero dei materiali riciclabili consente di mantenerli in circolazione. L’obiettivo è separare i rifiuti in flussi diversi: materiali riciclabili, rifiuti organici e rifiuti residui. L’ordine è cruciale: il riciclo preserva i materiali, la valorizzazione energetica arriva dopo.
Per decenni, i rifiuti della capitale sono stati conferiti in una discarica più vecchia poco distante. Una nuova discarica di 24 ettari riceve circa 1.500 a 2.500 tonnellate di rifiuti al giorno. I rifiuti interrati possono continuare ad avere un impatto ambientale, soprattutto se il materiale organico si decompone senza ossigeno, producendo metano, un potente gas serra. Le autorità affermano che negli ultimi anni sono state chiuse e bonificate 47 discariche, e che l’Uzbekistan punta a dimezzare il numero complessivo entro il 2030. Tuttavia, chiudere le discariche non fa sparire i rifiuti: se se ne interra meno, bisogna trovare un’altra destinazione.
Un’economia circolare comincia molto prima: usando meno risorse, mantenendo i prodotti in uso più a lungo e recuperando i materiali di valore prima che diventino rifiuti. L’Uzbekistan, come Sharjah, sta affrontando fasi diverse di questo percorso, dalla selezione e dal riciclo alla gestione delle discariche e al recupero energetico. Ma tutte queste infrastrutture si occupano di ciò che la società ha già deciso di buttare via. Il vero cambiamento inizia a casa, con la separazione e la consapevolezza dei cittadini.



