Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato una norma che impone un tetto alla presenza di studenti stranieri in classe, ma solo se non parlano bene l’italiano. La misura, che riguarda anche gli studenti con passaporto europeo, è stata presentata in un’intervista al Corriere della Sera, in cui Valditara ha sottolineato l’importanza di una scuola inclusiva ma fondata sui valori della civiltà e del rispetto. La norma, che mira a evitare la formazione di classi ghetto, è stata definita da Valditara come un passo necessario per preservare l’equilibrio sociale e educativo.
Un provvedimento per evitare le scuole ghetto
Valditara ha spiegato che la norma si applicherà a studenti stranieri che non conoscono adeguatamente l’italiano, con un limite del 20 per cento nella classe. I limiti non si applicheranno agli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia o a quelli che hanno seguito anni di scuola positivamente, poiché si ritiene che abbiano acquisito una certa conoscenza della lingua. La misura, che mira a ridurre la concentrazione di studenti stranieri in alcune aree geografiche, è stata definita come una legge cogente, con un ruolo di coordinamento affidato agli uffici scolastici territoriali.
La norma non riguarda chi conosce l’italiano
Valditara ha chiarito che la norma non riguarda gli studenti che parlano bene l’italiano, ma solo quelli che non la conoscono adeguatamente. Inoltre, ha sottolineato che la misura si applica anche agli studenti con passaporto europeo, sottolineando l’importanza di una scuola inclusiva ma fondata sui valori della civiltà. Il ministro ha anche parlato del fenomeno del “white flight”, letteralmente la fuga dei bianchi, che preoccupa a livello mondiale e riguarda anche l’Italia.
La posizione di Mattarella e le polemiche della sinistra
Valditara ha espresso apprezzamento per il discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Amatrice, in cui ha sottolineato l’importanza di una scuola incentrata sul rispetto e sui valori costituzionali. Il ministro ha ritenuto che la norma sia in linea con i principi di civiltà e di rispetto, e ha criticato le polemiche della sinistra, che ha definito senza costrutto. Valditara ha anche sottolineato il rischio di scivolare verso l’Alabama degli anni ’50, con le scuole ghetto e la segregazione.
La libertà della donna non è negoziabile
Valditara ha anche parlato del divieto del burqa e del niqab a scuola, definendolo una questione di civiltà. Ha sottolineato che il burqa è il simbolo della mentalità patriarcale violenta che considera la donna una non persona, e che i valori della Lega non negoziano la libertà della donna. Il ministro ha anche ricordato che il decreto Caivano prevede sanzioni per chi non manda i figli a scuola, con una pena fino a due anni di galera e la possibilità di togliere la potestà genitoriale.



