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mercoledì 23 Settembre 2026

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Cronaca

Allevatori sardi in piazza: «Stop alle restrizioni, settore in ginocchio. Vaccinato il 97% dei bovini»

Allevatori sardi in piazza per chiedere fine alle restrizioni. Vaccinato il 97% dei bovini.

Venerdì 25 settembre, a Olbia, gli allevatori sardi si sono dati appuntamento in piazza per protestare contro le restrizioni che da 15 mesi bloccano la movimentazione dei bovini. La manifestazione, organizzata da Coldiretti, rappresenta un ulteriore passo nella mobilitazione del settore agricolo, ormai in ginocchio a causa delle misure sanitarie. Gli allevatori sostengono che la situazione sia diventata insostenibile e che le restrizioni non siano più proporzionate alla realtà epidemiologica attuale. «La Sardegna ha fatto la propria parte, con il rispetto delle prescrizioni sanitarie e una copertura vaccinale elevatissima», hanno sottolineato.

Restrizioni sanitarie e vaccinazione al 97%

La protesta nasce dopo mesi di tensione e sacrifici, con gli allevatori che hanno rispettato tutte le prescrizioni delle autorità sanitarie. «Dopo aver fatto enormi sacrifici e accettato ogni prescrizione delle autorità politiche e sanitarie; dopo essersi messi a disposizione della campagna vaccinale fidandosi delle indicazioni delle autorità sanitarie arrivando a vaccinare il 98% degli allevamenti e circa il 97% dei bovini e dopo aver rispettato tutto quello che è stato chiesto loro, oggi gli allevatori dicono basta», hanno dichiarato i rappresentanti del settore.

La gestione dell’emergenza dermatite, che ha causato il blocco delle movimentazioni, è diventata un onere crescente per gli allevatori, costretti a sostenere costi elevati per alimentare e mantenere in vita animali non movimentabili. «La Sardegna ha fatto la propria parte, con il rispetto delle prescrizioni sanitarie e una copertura vaccinale elevatissima», hanno sottolineato. Nonostante ciò, le restrizioni continuano a ricadere sugli allevatori, che chiedono un cambio di rotta.

Chiesto declassamento della malattia e riduzione della zona di protezione

Le richieste degli allevatori sono chiare e non si limitano a interventi economici immediati. Gli allevatori chiedono il declassamento della malattia e una riduzione della zona di protezione, affinché le restrizioni siano proporzionate all’attuale situazione epidemiologica. «Le restrizioni non devono penalizzare gli allevamenti sardi», hanno sottolineato. La goccia che ha fatto traboccare il vaso arriva dall’incontro a Roma, dove l’assessorato dell’Agricoltura ha confermato la zona di sorveglianza di 20 chilometri. La mobilitazione non si ferma all’Isola, ma vuole arrivare fino a Bruxelles, facendosi sentire ai tavoli nazionali ed europei. «Il comparto bovino deve poter tornare a lavorare e programmare il proprio futuro», hanno dichiarato gli allevatori, che sperano in una soluzione che rispetti le loro esigenze e la realtà del settore. La protesta di Olbia rappresenta un ulteriore segnale di tensione e di richiesta di cambiamento per un settore in ginocchio.

La protesta degli allevatori sardi è un chiaro segnale di insoddisfazione per le restrizioni sanitarie.

La copertura vaccinale del 97% dei bovini dimostra l’impegno del settore.

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