Barbara Mazzariol, la 58enne accusata di aver ucciso Mauro Pereni il 16 marzo 2025 a Frescada di Preganziol, potrebbe uscire dal carcere di Venezia dopo un anno e mezzo. La donna, che si trova in custodia cautelare da tempo, ha chiesto l’attuazione degli arresti domiciliari, con l’uso del braccialetto elettronico. L’accusa ha espresso il parere che non sussistano pericoli di fuga o reiterazione, sottolineando che la Mazzariol non è pericolosa.
Un contesto di violenza che ha spinto all’azione
Secondo le dichiarazioni rese durante l’ultima udienza, Barbara Mazzariol ha spiegato di aver agito in difesa, temendo che l’uomo, che aveva un tasso alcolemico elevato, la volesse violentare. La donna, che aveva vissuto con Pereni da alcuni mesi e aveva un passato sentimentale con lui, ha descritto un contesto di aggressività da parte del 67enne. «Ho tenuto che mi volesse violentare e allora mi sono buttata a terra, proteggendomi la testa», ha detto, ricordando che aveva subito un intervento per un aneurisma cerebrale.
La donna ha spiegato che l’azione non era un atto di violenza, ma una difesa.
Un episodio drammatico che ha portato all’omicidio
Secondo la testimonianza, l’episodio si è sviluppato in modo drammatico. Dopo essere stata insultata e colpita al volto, Barbara è stata strattonata e spinta verso la camera da letto. Quando ha visto un coltello con la lama arrugginita, ha temuto il peggio. «Ho preso un’altra lama vicina al rubinetto e ho colpito per allontanarlo. Ma non volevo assolutamente ucciderlo», ha aggiunto, spiegando che l’azione era stata una difesa, non un atto di violenza.
La Procura ha accolto la richiesta di attenuazione della misura di sicurezza.
La Procura di Treviso ha accolto la richiesta di attenuazione della misura di sicurezza, basandosi su un profilo psicologico non aggressivo e su un comportamento tranquillo durante la detenzione. L’avvocato Alessandra Nava, difensore della Mazzariol, dovrà ora trovare una soluzione abitativa idonea per la donna, che potrebbe ottenere permessi per fare la spesa o altre attività quotidiane. La vicenda, che ha scosso la comunità di Preganziol, rimane un caso complesso, in cui la difesa della donna si basa su un contesto di violenza e paura. L’omicidio di Mauro Pereni, morto per una grave emorragia, è stato giudicato in un contesto in cui la vittima era in effetti in una situazione di vulnerabilità. La sentenza, che potrebbe arrivare in tempi brevi, continuerà a seguire le dinamiche di un processo che ha messo in luce le complessità di una relazione tra due persone con un passato sentimentale e un presente di tensioni domestiche.



