Il bonus spese sanitarie Inps, fino a 10.000 euro, è un contributo destinato a maestri e maestre della scuola dell’infanzia e primaria, nonché a dirigenti scolastici e familiari assistibili. L’agevolazione è rivolta a chi è iscritto alla Gestione Assistenza Magistrale dell’Inps, ex Enam, e permette di recuperare una parte dei costi sostenuti per cure e prestazioni sanitarie. L’importo dipende dall’Isee del nucleo familiare e dalle spese ammesse, con un limite massimo complessivo di 10.000 euro. Il bonus è disponibile anche per i familiari assistibili, come coniugi, figli o genitori a carico, purché siano in condizioni specifiche di inabilità o bisogno.
Chi può richiedere il bonus spese sanitarie
Il contributo è rivolto a maestri e maestre delle scuole statali dell’infanzia e primaria, assunti a tempo indeterminato, anche dopo il pensionamento. Sono inclusi anche dirigenti scolastici provenienti dall’ex ruolo dei direttori didattici e i direttori dei servizi generali e amministrativi, appartenenti alle categorie previste dalla legge n. 1213 del 1967. Possono accedere al bonus anche gli iscritti a domanda, purché siano in servizio e abbiano almeno 5 anni di contribuzione volontaria. Il rimborso può coprire spese sostenute per familiari assistibili, tra cui coniugi, figli o genitori a carico, con condizioni specifiche di inabilità o bisogno.
Le spese devono essere state sostenute nei 12 mesi precedenti l’invio della domanda e devono essere trascorsi almeno 12 mesi da un’eventuale richiesta precedente. Per alcune categorie di familiari assistibili, è necessario anche il documento che attesta la totale e permanente inabilità al lavoro. Inoltre, se una spesa è già stata rimborsata da Asl, altri enti pubblici o assicurazioni, può essere considerata solo la parte rimasta a carico.
Quali spese sono ammesse al rimborso
Le spese sanitarie ammesse al rimborso comprendono visite specialistiche, accertamenti diagnostici, cure odontoiatriche e l’acquisto di occhiali da vista. Sono previsti limiti specifici per alcune voci: ad esempio, per i farmaci la spesa valutabile arriva a 300 euro per iscritto, mentre per la montatura degli occhiali sono riconosciuti al massimo 100 euro quando il costo è indicato separatamente dalle lenti. Sono escluse le spese per finalità medico-legali e per trattamenti estetici.
Per ottenere il rimborso, è necessario presentare domanda all’Inps, allegando la documentazione richiesta, tra cui le prescrizioni mediche, le fatture e una dichiarazione di conformità. L’importo riconosciuto dipende dall’Isee e dalle spese ammesse, con un limite massimo complessivo di 10.000 euro. Il calcolo varia in base alle fasce di Isee e alle spese sostenute. La domanda per il bonus spese sanitarie deve essere presentata online sul sito dell’Inps, attraverso il Portale Prestazioni Welfare. L’accesso è possibile anche dalla scheda del servizio “Contributo per spese sanitarie per iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale”. L’esito della richiesta è consultabile nell’area riservata del sito Inps. In caso di rigetto, è possibile presentare un’istanza di riesame entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione.



