Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 23 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Salute

L’emergenza climatica e la salute delle gravidanze: un problema di salute pubblica

L’emergenza climatica ha un impatto sulla salute delle gravidanze, con rischi per il feto e aumenti di parti prematuri.

L’emergenza climatica sta influenzando in modo crescente la salute delle gravidanze, con effetti che vanno dalle patologie fetali ai parti prematuri. Secondo studi recenti, l’esposizione a sostanze inquinanti e alle temperature estreme può alterare lo sviluppo embrionale e aumentare il rischio di complicanze durante la gestazione. L’impatto non riguarda solo la salute del feto, ma anche le disuguaglianze sociali e di genere, che il riscaldamento globale sta amplificando.

Le conseguenze del caldo e dell’inquinamento

Le temperature estreme e l’inquinamento atmosferico sono tra i fattori che possono influenzare negativamente la salute delle donne in gravidanza. L’esposizione a sostanze tossiche, come quelle emesse dagli incendi o da attività industriali, può portare a un aumento del rischio di parti prematuri e di patologie fetali. «I bambini così rischiano maggiormente di sviluppare patologie nel corso della vita», ha spiegato Irene Cetin, professoressa di Ostetricia e Ginecologia all’Università degli Studi di Milano.

Uno studio pubblicato su Frontiers ha analizzato i dati di 64,5 milioni di gravidanze e ha concluso che il fumo dei roghi è la principale causa di picchi di inquinamento pericoloso per le donne incinte negli Stati Uniti. In Italia, invece, si osserva un aumento della percentuale di parti prematuri, che si collega a eventi climatici estremi come l’estate più calda dal 1950.

La plastica e l’impatto sulle cellule

La plastica, presente ovunque – dai ghiacciai al liquido amniotico – rappresenta un altro fattore di rischio per le gravidanze. Studi recenti hanno evidenziato la presenza di micro e nanoplastiche nell’utero, nella placenta e nel latte materno. «Negli animali è provato che queste alterazioni si trasmettano alla progenie, riducendone la salute», ha spiegato Antonio Ragusa, direttore dell’unità di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma. Le sostanze chimiche rilasciate dalle plastiche agiscono come interferenti endocrini, alterando i livelli ormonali e influenzando la fertilità. Gli studi evidenziano danni agli ovuli e agli spermatozoi, con conseguenze che si estendono anche alla salute del feto. «Tutto ciò che colpisce un embrione, un feto o un neonato ha un effetto molto più forte rispetto a quello che si può verificare su una persona adulta», ha sottolineato Cetin.

Le scelte alimentari e la salute del feto

La dieta della madre durante la gravidanza ha un impatto diretto sulla crescita fetale. Uno studio coordinato da Cetin, pubblicato ad agosto sul British Journal of Nutrition, ha evidenziato l’importanza dell’alimentazione materna nella salute del feto. «Le scelte fatte in quei mesi hanno effetti concreti sulla salute», ha confermato la dottoressa. La ricerca ha anche rilevato un’associazione tra inquinanti atmosferici e il rischio di cardiopatie congenite. «Nella ricerca sono state individuate firme proteiche nel sangue materno e cordonale potenzialmente collegate all’esposizione», ha spiegato Cetin. Questi dati mettono in luce l’importanza di interventi mirati a ridurre l’esposizione a sostanze tossiche e a promuovere una dieta sana e equilibrata durante la gravidanza.

Nonostante i progressi scientifici, il problema rimane complesso e richiede una risposta collettiva. «Come medici rispondiamo all’emergenza, non la risolviamo», ha detto Cetin. «I politici devono riconoscere che il riscaldamento e la plasticizzazione del mondo sono le due vere urgenze del presente», ha aggiunto Ragusa. L’emergenza climatica non riguarda solo il futuro, ma ha già un impatto reale sulla salute delle donne in gravidanza e sui loro figli.

Leggi anche