Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 23 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

Nuove incursioni nel Kordofan: guerra colpisce scuole e civili

Nuove incursioni nel Kordofan: guerra colpisce scuole e civili in Sudan

Il Sudan vive un ulteriore escalation nella guerra nel Kordofan settentrionale, con nuove incursioni e attacchi che colpiscono non solo le posizioni delle forze di supporto rapido (Rsf), ma anche le infrastrutture civili e le scuole. Mentre migliaia di civili fuggono da Hamrat al-Sheikh, l’esercito e le sue forze alleate avanzano verso le posizioni delle Rsf, causando un flusso di fuga verso altre aree controllate. L’Unicef ha lanciato un allarme sull’impatto della guerra sulle scuole, con attacchi che hanno distrutto migliaia di libri e materiali didattici, compromettendo la possibilità di tornare a studiare per molti bambini.

La guerra colpisce anche le scuole

Secondo l’Unicef, il 20 settembre attacchi con droni hanno distrutto oltre 292.000 libri di testo, 40.000 volumi di ripasso di arabo e matematica e altro materiale didattico a Shikan, nel Kordofan settentrionale. I materiali dovevano essere distribuiti a ottobre nelle scuole di Bara occidentale, Bara e Um Dam. La perdita dei libri si aggiunge alla carenza di insegnanti, banchi e altri materiali, aggravando la situazione di crisi educativa.

Operazioni militari e tensioni internazionali

Le forze governative hanno annunciato di aver preso diversi villaggi e puntano a eliminare le restanti posizioni delle Rsf nelle aree rurali. L’operazione è la più ampia operazione terrestre condotta dall’esercito nella regione dalla conquista di Bara e di altre località alla fine di luglio. Tuttavia, il Sudan War Monitor ha verificato immagini che confermano la presenza di forze alleate dell’esercito in alcune località, ma avverte che gli elementi disponibili non bastano a stabilire chi controlli l’intero territorio tra gli insediamenti.

Le Rsf, dal canto loro, sostengono di aver respinto un attacco ad Abu Qa’ud, a ovest di El Obeid. Anche El Obeid, capoluogo del Kordofan settentrionale, continua ad essere investita dalla violenza. L’esercito ha dichiarato di aver respinto un attacco con droni attribuito alle Rsf contro obiettivi civili e militari. Fonti locali hanno riferito di esplosioni nei pressi della principale base militare della regione, dell’aeroporto e di un edificio del ministero delle Finanze. La guerra ha anche scatenato proteste internazionali. Ieri diverse decine di sudanesi hanno manifestato davanti alla sede delle Nazioni Unite a Ginevra per chiedere un’indagine internazionale sulle accuse di uso di armi chimiche da parte dell’esercito e la fine del sostegno militare straniero ai belligeranti. La protesta segue un’inchiesta del Washington Post su un presunto programma segreto per la produzione di munizioni al cloro.

L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha riferito che diversi Stati hanno chiesto chiarimenti al Sudan e che la procedura è in corso. Inoltre, gli Stati Uniti non hanno concesso il visto al comandante dell’esercito del Paese, Abdel Fattah al-Burhan, che avrebbe dovuto intervenire oggi. Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, si è detto “profondamente preoccupato” e ha chiesto a Washington di rilasciare i visti nel rispetto dell’accordo sulla sede delle Nazioni Unite. Il rilascio sarebbe stato subordinato all’accettazione di una tregua di tre mesi.

Leggi anche