Il Parlamento europeo, l’unica istituzione direttamente eletta dai cittadini, rischia di diventare sempre più irrilevante, con il nazionalismo che prende il sopravvento. La legislatura a guida di Roberta Metsola ha segnato una profonda spaccatura tra i partiti tradizionali, con il dibattito politico e il processo democratico sacrificati agli interessi di parte. La crisi delle leadership di Pse e Renew, la politicizzazione delle istituzioni e la crescente influenza dell’estrema destra hanno reso il Parlamento un’entità meno indipendente e più orientata alle logiche nazionali.
La crisi delle leadership di Pse e Renew
La spagnola Iratxe García Pérez, presidente del gruppo dei socialisti, è sempre più criticata dai suoi deputati, in particolare dalle delegazioni nordiche. Troppo focalizzata sulla politica interna di Madrid e la difesa del suo primo ministro, Pedro Sánchez, García non ha una strategia per contrastare l’egemonia del Ppe. Non ha nemmeno il coraggio di sfidarlo apertamente, uscendo dalla coalizione di maggioranza che sostiene la Commissione Von der Leyen, anche dopo numerosi accordi conclusi dal Ppe con l’estrema destra. Anche la francese Valérie Hayer, presidente del gruppo di Renew, è criticata dai partiti liberali dei piccoli Paesi. Renew è attraversato da una frattura tra Nord e Sud, con un terzo del gruppo che preferisce votare con il Ppe piuttosto che seguire le indicazioni di Hayer. La leadership dei partiti tradizionali si indebolisce, con conseguenze dirette sull’efficacia del Parlamento.
Il ruolo di Roberta Metsola
Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo dal 2022, ha dato il suo contributo all’irrilevanza dell’istituzione. La maltese, molta immagine e poca sostanza, aspira a un terzo mandato di due anni e mezzo, senza precedenti nella storia dell’istituzione. Dal 2024 il suo motto è «deliver»: offrire risultati ai cittadini. Per farlo, Metsola spinge i deputati a rinunciare al loro ruolo di legislatori. A luglio, ha usato uno stratagemma regolamentare per imporre ai deputati di votare per la seconda volta Chatcontrol 1.0, le deroghe provvisorie alla privacy per la lotta alla pedopornografia che il Parlamento aveva già rigettato, ma che erano sostenute dal Ppe e dal Consiglio.
La trasformazione del Parlamento in un’estensione della maggioranza del Consiglio europeo è un segno di decadenza istituzionale. Con Metsola come presidente, il Parlamento europeo è diventato un’istituzione meno indipendente, dove il dibattito politico e il processo democratico vengono sacrificati agli interessi di parte. Il dato più significativo del suo secondo mandato non è un rafforzamento istituzionale, ma l’opposto: la sua trasformazione in un’estensione della maggioranza del Consiglio europeo. Metsola parla e agisce sempre più spesso come un whip (capogruppo) di maggioranza, impegnando la plenaria su posizioni ancora prima che le abbia prese, invece che come presidente terza e garante dell’autonomia dell’istituzione.
La corsa al terzo mandato e i giochi di potere hanno reso la legislatura iniziata nel 2024 una delle più povere in termini di qualità politica. Blaterano di Europa ma risultano incapaci di dare un senso alle parole. Presto detto: il Parlamento europeo adatterà per l’occasione un vecchio proverbio: squadra che perde non si cambia.



