Le Borse in calo per la ripresa del petrolio e tensioni internazionali
Le Borse europee e statunitensi hanno registrato un calo significativo oggi, 23 settembre 2026, a causa della ripresa del prezzo del petrolio e dell’incertezza legata ai rapporti tra USA-Iran e USA-Cina. Il Brent ha superato i 100 dollari al barile, mentre il Wti ha guadagnato oltre l’1%, portandosi a circa 92 dollari. Questa dinamica ha alimentato la preoccupazione tra gli investitori, che hanno visto un aumento del rischio geopolitico e un’incertezza sui futuri accordi tra le grandi potenze. Il petrolio, in aumento, ha contribuito a un clima di tensione, con effetti diretti sui mercati finanziari. La ripresa del petrolio ha alimentato la preoccupazione tra gli investitori, con effetti diretti sui mercati finanziari.
Geopolitica e tensioni internazionali
La situazione si è complicata ulteriormente con l’intervento del presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’Assemblea generale dell’ONU. L’Iran ha respinto le restrizioni al programma nucleare civile e ribadito l’opposizione alla presenza militare statunitense in Medio Oriente. Pezeshkian ha anche sottolineato che l’Iran non accetterà negoziati condotti sotto pressione, rafforzando le tensioni con gli Stati Uniti. Queste dichiarazioni hanno alimentato l’incertezza sui mercati, contribuendo al calo delle Borse. Le dichiarazioni del presidente iraniano hanno alimentato l’incertezza sui mercati, con effetti diretti sulle Borse.
Le Borse occidentali sono tutte in rosso, con Piazza Affari che chiude appena sotto i 52.000 punti, penalizzata soprattutto dalle assicurazioni. Generali e Unipol hanno perso rispettivamente il 2,3% e il 2,8%. L’Europa ha visto un calo generalizzato, con Milano a -0,21%, Parigi a -0,4%, Londra a -0,03% e Francoforte a -0,66%. Anche Wall Street ha iniziato male, con il Nasdaq che ha perso quasi l’1% e il Dow Jones che ha registrato un calo simile. Il settore tecnologico ha subito un calo, con titoli come Google, Amazon e Apple che hanno perso rispettivamente il 3%, il 2% e il 1%.
Il settore travel ha subito un crollo verticale, con titoli come Airbnb e Booking che hanno perso rispettivamente il 5,5% e il 5%. Al contrario, Meta ha guadagnato quasi il 3% grazie al successo del suo nuovo agente AI, Muse, che ha superato i 2,5 milioni di download e si è posizionato in cima alle classifiche. Il petrolio, invece, ha riportato un incremento del settore oil, con Eni che ha guadagnato il 2,8%. Il settore travel ha subito un crollo verticale, con effetti diretti sui mercati finanziari.
Il gas naturale europeo ha raggiunto il minimo dal 4 settembre, scendendo sui 72 euro per megawattora. Gli impianti di stoccaggio del gas in Europa sono pieni per circa il 69%, una percentuale ben inferiore alla media stagionale quinquennale dell’85%, il che rende il mercato vulnerabile in vista della stagione invernale di riscaldamento. L’oro e l’argento hanno perso valore, con l’oro che ha scenduto sotto i 4.300 dollari l’oncia e l’argento che ha perso il 3,5% sotto i 65 dollari l’oncia. Il dollaro si è rafforzato nei confronti dell’euro, portando il cambio sotto l’1,14.
Il dollaro si è rafforzato nei confronti dell’euro, con effetti diretti sui mercati finanziari. Il tasso del T-Bond decennale statunitense ha oscillato nuovamente sulla soglia psicologica del 5%, con lo spread Btp-Bund che ha superato i 90 punti base. Il rendimento del Btp decennale italiano si avvicina al 4,5%, il massimo da novembre 2023. Banco Bpm e Banca Mediolanum hanno registrato un aumento, mentre Intesa Sanpaolo ha perso il 0,37%. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha confermato che il governo si asterrà dal votare alla decisiva assemblea degli azionisti del 29 ottobre. La situazione geopolitica continua a influenzare i mercati finanziari, con effetti significativi sulle Borse e sui prezzi delle materie prime. La ripresa del petrolio e le tensioni internazionali hanno alimentato la preoccupazione tra gli investitori, con effetti diretti sui mercati finanziari.



