Sabato 26 settembre Modena si è trasformata in un grande palcoscenico del volontariato, con 300mila persone in piazza che hanno partecipato al Festival del Terzo Settore. L’evento, organizzato in piazza Roma e piazza Sant’Agostino, ha visto la partecipazione di associazioni, volontari e cittadini, con un focus su connessioni umane e servizio alla comunità. L’ingresso è stato gratuito e aperto a tutti, con un’atmosfera di collaborazione e solidarietà. La città, scelta non a caso, è infatti la Capitale italiana del volontariato 2026, e l’evento rappresenta un omaggio naturale alla sua vocazione civica.
Un ecosistema vitale del volontariato
Secondo il Rapporto regionale 2026 sul Terzo Settore, l’Emilia-Romagna conta 27.500 istituzioni non profit, con oltre 89mila lavoratori e quasi 300mila volontari. La regione è terza in Italia per occupazione in questo ambito, e solo a giugno 2026 gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore sono cresciuti del 7,2% in un anno. Dati che testimoniano un ecosistema vitale e radicato, in cui il volontariato non è solo un’attività, ma un’esperienza concreta di connessione e crescita.
La giornata ha visto anche l’Assemblea regionale del Terzo Settore, momento istituzionale in cui è stato presentato il Rapporto regionale 2026. L’evento ha offerto una fotografia dettagliata di un mondo che cresce e si diversifica, con organizzazioni che operano in ambiti diversi, come welfare, inclusione, cura e formazione. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 150 realtà del Terzo Settore emiliano-romagnolo, che hanno reso tangibile l’impatto del volontariato nella vita quotidiana.
Un dialogo tra istituzioni e innovazione
Il pomeriggio del Festival si è concentrato su piazza Sant’Agostino, dove dalle 15.30 alle 17 è stato organizzato il dialogo “Connettere persone. Avere cura”. Sul palco si sono incontrate l’assessora regionale al Welfare e Terzo Settore, Isabella Conti, e Lara Gilmore, presidente di Food for Soul e fondatrice del Tortellante, laboratorio modenese di cucina per ragazzi con autismo diventato un modello internazionale. A moderare l’incontro è stata la giornalista Laura Solieri, che ha dato voce a un tema centrale: la connessione tra volontariato e benessere sociale.
La giornata si è aperta alle ore 10 in piazza Roma con i saluti istituzionali, tra cui quello del sindaco Massimo Mezzetti. Dalle 10.30 alle 15, sempre in piazza Roma, si sono susseguiti laboratori, attività, giochi e incontri, con un’atmosfera di partecipazione e condivisione. L’evento, che si è svolto in un clima di collaborazione, ha visto la partecipazione di volontari, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, con un forte impegno verso la costruzione di relazioni e la lotta alla solitudine.
Il volontariato è un’esperienza concreta di connessione e crescita. L’evento ha dato voce a un ecosistema in continua evoluzione, con un’attenzione particolare alle nuove forme di impegno e alle esperienze concrete di chi si dedica al bene comune. L’ingresso gratuito e aperto a tutti ha reso l’evento accessibile a tutti, con un forte senso di partecipazione e inclusione. Modena ha dato il benvenuto al volontariato come motore di comunità. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione e condivisione, con un focus su come il volontariato possa essere una risorsa per la comunità. L’evento, che si è svolto in un contesto di crescita e innovazione, ha dato voce a un ecosistema in continua evoluzione, con un’attenzione particolare alle nuove forme di impegno e alle esperienze concrete di chi si dedica al bene comune.



