La famiglia dei tre fratellini di Fortuna Loffredo, la bimba violentata e uccisa a Caivano nel 2014, ha chiesto al Tribunale per i minorenni dell’Aquila una verifica immediata delle condizioni dell’abitazione e degli interventi compiuti dopo l’allontanamento dei bambini. I genitori, attraverso i legali Angelo e Sergio Pisani, hanno espresso la disponibilità a collaborare e a rispettare ogni prescrizione utile, ma hanno anche sottolineato la necessità di un incontro in presenza e di informazioni aggiornate sulle condizioni dei figli. L’istanza, inoltre, chiede che venga effettuata una verifica senza attendere l’udienza fissata per il 29 settembre.
Il garante dei minori chiede un incontro
Fortuna Loffredo, il garante dei minori, ha espresso preoccupazione per l’improvviso allontanamento dei tre bambini dalla famiglia. «Lecito domandarsi se, in nome del superiore interesse dei minori, il trauma dell’allontanamento non avrebbe potuto essere evitato praticando soluzioni alternative», ha scritto Marina Terragni, presidente del garante per l’infanzia e l’adolescenza. La Terragni ha sottolineato che il procedimento è stato avviato ai sensi dell’articolo 403 del codice civile, che si applica quando il minore è esposto a grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psico-fisica. Tuttavia, ha anche ricordato che il collocamento in comunità di tipo familiare deve essere considerato un’ipotesi residuale, solo dopo l’esclusione di altre soluzioni.
La famiglia ha offerto piena collaborazione, accesso all’abitazione e disponibilità a rispettare ogni prescrizione utile. «La sicurezza e l’amore dei bambini viene prima di tutto», ha dichiarato l’avvocato Angelo Pisani, sottolineando che i genitori non vedono l’ora di riunirsi con i figli in condizioni sicure.
Le condizioni dell’abitazione e la collaborazione dei genitori
Dopo la convalida del provvedimento di allontanamento da parte del gip del tribunale dei Minori dell’Aquila, i genitori hanno regalato due dei tre cagnolini e hanno tinteggiato l’intera abitazione, sottolineando che si erano trasferiti da poco. Questo gesto ha suscitato reazioni di solidarietà e di attenzione verso la famiglia. I genitori hanno offerto piena collaborazione, accesso all’abitazione e disponibilità a rispettare ogni prescrizione utile. Il papà, dopo la tragedia del 2014, aveva trasferito la famiglia a Lanciano e aveva ricostruito una nuova vita. Tuttavia, l’allontanamento dei figli ha nuovamente messo in discussione la stabilità della famiglia. I legali della famiglia hanno anche chiesto di valutare se le criticità igienico-sanitarie siano state eliminate e, se così fosse, di permettere ai figli di tornare a casa.
La situazione rimane in attesa di una decisione, ma i genitori continuano a chiedere una risposta rapida, fondata su accertamenti attuali e sull’interesse concreto dei minori. Ogni giorno lontano dalla famiglia conta, ha concluso il legale, sottolineando l’importanza di un incontro in presenza e di un’informazione precisa sulle condizioni dei bambini. La famiglia ha anche chiesto di poter incontrare i figli in presenza e di mantenere contatti regolari con entrambi i genitori, non solo a distanza come stabilito dal giudice minorile. La sicurezza e l’amore dei bambini viene prima di tutto, ha dichiarato l’avvocato Angelo Pisani, sottolineando l’importanza di un ritorno a casa in condizioni sicure.



