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sabato 26 Settembre 2026

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Al-Qaeda mostra Hamza bin Laden in un video: un fantasma per un’organizzazione in crisi

Al-Qaeda mostra un video con Hamza bin Laden, dichiarato morto, in un contesto di debolezza interna. Un segnale strategico o una mossa di propaganda?

Al-Qaeda ha reso pubblico un nuovo video commemorativo per i 25 anni dell’11 settembre, in cui compare per la prima volta il figlio di Osama bin Laden, Hamza, dichiarato morto dagli Stati Uniti nel 2019. L’operazione, condotta da As-Sahab Media, l’apparato propagandistico dell’organizzazione, sembra mirare a rafforzare la sua presenza simbolica e a gestire la crisi interna legata alla mancanza di un leader chiaro. Il video, che dura 52 minuti, non conferma né smentisce la morte di Hamza, ma lo mostra in una posizione simbolica, come se fosse ancora vivo. Questo approccio potrebbe rappresentare una strategia per mantenere la coesione interna e il legame con i fedeli.

Un fantasma per un’organizzazione in crisi

La figura di Hamza bin Laden, figlio del fondatore dell’organizzazione, è tornata al centro dell’attenzione. Nonostante la sua morte sia stata annunciata dagli Stati Uniti, il video lo mostra in una posizione simbolica, con il turbante bianco e un’arma accanto, in una scenografia che richiama l’iconografia del padre. Nonostante ciò, non è chiaro se il video sia stato realizzato con Hamza vivo o se si tratti di un’immagine archiviata. La sua presenza non è accompagnata da dichiarazioni formali né da conferme ufficiali, ma sembra essere una scelta strategica per rafforzare il legame con i fedeli.

La sua figura potrebbe essere un simbolo per una nuova generazione di militanti. Mentre i giovani non hanno memoria diretta degli attentati del 2001, la sua presenza aiuta a mantenere la continuità della causa. La propaganda di al-Qaeda cerca di trasferire il patrimonio simbolico del fondatore a una generazione nuova, utilizzando la figura di Hamza come ponte tra il passato e il presente. Questo approccio potrebbe essere una strategia per mantenere la coesione interna e il legame con i fedeli, anche se non conferma la sua morte.

La debolezza strutturale di al-Qaeda

La mancanza di un leader chiaro ha reso al-Qaeda più debole. Ayman al-Zawahiri, il capo dichiarato, è stato ucciso dagli Stati Uniti nel 2022, ma la sua morte non è mai stata ufficialmente annunciata. Saif al-Adel, un veterano egiziano del jihad, è considerato il leader de facto, ma non ha mai ricevuto un giuramento formale. La struttura dell’organizzazione prevede la bay’ah, il giuramento di fedeltà alla leadership, e la sua mancanza potrebbe creare divisioni. La decisione di mostrare Hamza bin Laden potrebbe essere una risposta a questa debolezza, permettendo a al-Qaeda di mantenere il legame con i fedeli senza formalizzare una successione.

La sua figura potrebbe essere utile proprio perché rimane sospesa tra passato e presente. Non occorre nominarlo capo, affidargli un territorio o ottenere il giuramento delle filiali. Il suo peso deriva esclusivamente dalla discendenza. Ed è probabilmente per questo che la sua eventuale morte non ne annulla l’utilità. Per al-Qaeda il tempo rappresenta infatti una minaccia ulteriore. I militanti che oggi hanno vent’anni non hanno memoria diretta degli attentati di New York e Washington. Osama bin Laden appartiene per loro a una storia conosciuta attraverso registrazioni, vecchi sermoni e materiale diffuso online.

La propaganda deve quindi trasferire quel patrimonio simbolico a una generazione nuova e il figlio permette di costruire un ponte. Il messaggio implicito è che gli uomini possono essere eliminati, mentre la causa deve sopravvivere. Da questo punto di vista, chiedersi soltanto se Hamza bin Laden sia vivo rischia di far perdere il significato più importante dell’operazione. Washington sostiene che sia stato ucciso nel 2019 e il nuovo filmato non contiene elementi sufficienti per rovesciare quella conclusione.

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