Alessandro Lanzo, il bigliettaio del cinema Orso a Catanzaro, è stato per Franco Cimino un simbolo del cinema stesso. Non era solo un gestore, ma un custode della cultura, un testimone di una città che ha visto svanire i suoi spazi cinematografici. Con la sua dedizione e la sua conoscenza approfondita, lui ha rappresentato l’essenza del cinema, un luogo che, pur cadente, è rimasto un simbolo di resistenza e di memoria. La sua presenza silenziosa e il suo viso pieno di storia lo rendevano un punto di riferimento per chi entrava nel cinema.
Un uomo che conosceva il cinema e la città
Alessandro, sempre fermo dietro il bancone, era un punto di riferimento per chi entrava nel cinema Orso. Con il suo viso che raccontava storie e il suo sguardo che esprimeva una profonda empatia, lui era il cuore del luogo. Conosceva la storia del cinema catanzarese, i suoi nascimenti, le sue crisi e i motivi per cui è andato in declino. Lui sapeva che il cinema non era solo un’attività economica, ma un elemento vitale per la città, un luogo in cui si incontravano persone, si condividevano emozioni e si rafforzava la comunità.
Conosceva ogni dettaglio del cinema e della sua storia. Lui sapeva che il cinema era un luogo che aveva visto la sua nascita e la sua crisi, e che era stato lasciato morire per mancanza di interesse e di responsabilità. Con la sua passione e la sua dedizione, lui ha dato voce a una cultura che si stava perdendo.
Un simbolo di resistenza e di tenerezza
Alessandro non si limitava a gestire il cinema, ma lo difendeva con dedizione. Anche quando il cinema era vuoto e il pubblico era scarso, lui era sempre lì, con la sua presenza silenziosa e il suo impegno. Lui aveva una profonda conoscenza del cinema e della cultura, e la sua passione era evidente in ogni interazione. Con il suo viso, che sembrava racchiudere l’intera storia della città, lui era un simbolo di resistenza, un uomo che non si arrendeva mai, anche quando la città sembrava dimenticare i suoi spazi. La sua solitudine era una forma di tenerezza. Pur profonda, era una capacità di riflettere sulla vita e sul mondo. Alessandro era un uomo che amava la sua città, che non si era mai allontanato da essa, e che aveva dato il meglio di sé per il bene comune.
La sua malattia lo ha colpito in un momento in cui aveva già dato tanto alla città. Nonostante la sofferenza, lui ha continuato a difendere il cinema, a cercare soluzioni e a mantenere viva la sua passione. Il suo ricordo vive nel cinema che ha difeso e nel cuore di chi lo ha amato. Il Supercinema, con la sua storia e la sua resistenza, è un simbolo della sua lotta. Lui ha dato il suo contributo alla cultura catanzarese, e il suo nome resterà legato a quel luogo che, grazie alla sua dedizione, è rimasto un punto di riferimento.
Il cinema, come luogo, merita di essere salvato, e Alessandro Lanzo ne ha dato prova con la sua vita. Il suo ricordo, insieme a quello di chi lo ha amato e lo ha sostenuto, continuerà a vivere nel cuore della città. Il Supercinema, con la sua storia e la sua resistenza, è un simbolo di una cultura che non si è mai persa, ma che ha trovato la sua voce in un uomo che ha saputo ascoltare, amare e difendere la sua città.



