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domenica 27 Settembre 2026

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Economia

Gozzi: «Valutiamo la sostenibilità del piano industriale per l’ex Ilva»

Gozzi valuta sostenibilità del piano industriale per ex Ilva, chiede proroga offerte.

Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e riferimento della cordata italiana che si è candidata a rilevare gli impianti dell’area a freddo dell’ex Ilva, ha spiegato che la sua organizzazione sta valutando la sostenibilità del piano industriale per l’area. «Stiamo facendo questo lavoro», ha detto, aggiungendo che il piano industriale dovrà risultare sostenibile prima di poter discutere ulteriori aspetti con il Governo. Gozzi ha sottolineato che non è ancora il momento di speculare sulla decisione che arriverà il 20 ottobre, quando la Corte di Cassazione deciderà se l’area a caldo è chiusa o meno.

Due diligence e sostenibilità economica

La cordata italiana, composta da 15 aziende e con l’adesione di altre in attesa, ha presentato a metà agosto una manifestazione di interesse per l’area a freddo. Gozzi ha spiegato che il lavoro di due diligence è in corso e che si sta analizzando la sostenibilità economica dell’operazione. «Non vogliamo fare una cosa che finisce poi in amministrazione straordinaria», ha detto, sottolineando l’importanza della reputazione e della serietà delle aziende coinvolte. L’analisi include la visita degli impianti a Taranto, Genova e Novi Ligure, nonché l’analisi dei costi e degli investimenti.

Il costo dell’energia è un tema cruciale per il futuro dell’ex Ilva. Gozzi ha anche sottolineato l’importanza del costo dell’energia per l’industria siderurgica. «Se si deciderà di investire nei forni elettrici e nel DRI a Taranto, a maggior ragione il costo dell’energia deve essere sostenibile», ha detto. L’energia è un tema cruciale per il futuro dell’ex Ilva, soprattutto in un contesto in cui i costi energetici sono in aumento e le aziende energivore si trovano in una situazione di forte tensione. Gozzi ha chiesto il mantenimento degli istituti esistenti, come l’interconnector, che permettono alle aziende di acquistare energia a prezzi più bassi.

Costi energetici e rischi per l’industria

La cordata ha anche espresso preoccupazione per l’esplosione dei costi energetici, che potrebbero portare a un rallentamento o persino alla chiusura di alcune aziende. «Se continua così, ci fermiamo», ha detto Gozzi, aggiungendo che il problema non riguarda solo l’industria siderurgica, ma anche i settori del gas. La cordata chiede quindi una proroga delle offerte, che al momento sono fissate al 15 ottobre, in quanto non è ancora chiaro il perimetro dell’azienda e la decisione della Corte di Cassazione potrebbe modificare la situazione.

La cordata non ha presentato richieste specifiche al Governo. Per ora, la cordata non ha presentato richieste specifiche al Governo, ma sta cercando di fare un’analisi seria e profonda dei numeri per poter discutere ulteriori aspetti, come la partecipazione pubblica nella società, solo nel momento in cui il piano industriale risultasse sostenibile. «Stiamo cercando di fare un’analisi seria, profonda, dei numeri per andare dal Governo con degli elementi in mano», ha concluso Gozzi.

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