Il prezzo della legna da ardere è aumentato del 17% in un anno, con i consumatori che si trovano a fronteggiare costi sempre più elevati. A BELLUNO, Sanel Kaltak, titolare della Kaltak Legnami, spiega come la situazione si sta aggravando, con rincari che sembrano non voler fermarsi. Oggi il gasolio costa 2 euro e 40 al litro, ma il trasporto a domicilio con il camion richiede un minimo di 20 euro, un costo che non copre neppure le spese dell’imprenditore. La legna da ardere, che è diventata una delle alternative più utilizzate per scaldarsi, ha visto un incremento del 17% rispetto a un anno fa, con prezzi che si attestano oggi sui 270 euro al bancale.
La legna da ardere: un prodotto importato e costoso
La maggior parte del legname proviene dall’estero, con il 90% proveniente dalla Bosnia, l’8% dalla Croazia e il 2% locale. La legna importata è principalmente faggio, poiché in provincia non si trova. Il larice, invece, rimane in piedi a causa del divieto di taglio. «I migliori prezzi si ottengono proprio in Bosnia, perché importare dalla Croazia costa di più», spiega Kaltak. Il trasporto via camion è l’unica voce che pesa sui rincari, ma non è l’unica: anche il costo di produzione è aumentato, con i trattori che risentono del caro gasolio e i trasporti dal bosco alla segheria che hanno visto un incremento di 300 euro al tronco.
Il caro gasolio ha un impatto su tutta la filiera del legname.
Nonostante i rincari, la domanda non è in crescita. «Sta facendo caldo e si ordina magari qualche bancale in meno nella speranza che anche l’inverno sia mite», spiega Kaltak. I magazzini sono ancora pieni, ma la gente si fa i conti e attende che i prezzi si abbassino. «Diversi ordini li ho fermi perché la clientela attende, ma la mia previsione è che i prezzi saliranno ancora fino a 300 euro a bancale», dice. Il gasolio, che non sembra destinato a scendere, si avvicinerà a 3 euro al litro, portando con sé ulteriori aumenti per la legna.
Un mercato in attesa, ma con previsioni di ulteriore aumento
«Noi guadagniamo sempre uguale ed è difficile spiegarlo alla gente», conclude Kaltak. Il caro gasolio non riguarda solo i trasporti, ma ha un impatto su tutta la filiera del legname, con costi che si accumulano e prezzi che non sembrano destinati a fermarsi. L’imprenditore, che ragiona da privato e da professionista, vede un aumento dei costi non solo per la legna, ma per tutta la sua attività. La situazione, per chi si appresta a scaldarsi, appare sempre più complessa e preoccupante.
La gente si fa i conti, ma i prezzi non sembrano destinati a calare.
La legna da ardere, pur essendo una delle alternative più utilizzate per scaldarsi, ha visto un incremento del 17% rispetto a un anno fa, con prezzi che si attestano oggi sui 270 euro al bancale. Il caro gasolio ha un impatto su tutta la filiera, con costi che si accumulano e prezzi che non sembrano destinati a fermarsi. L’imprenditore, che ragiona da privato e da professionista, vede un aumento dei costi non solo per la legna, ma per tutta la sua attività. La situazione, per chi si appresta a scaldarsi, appare sempre più complessa e preoccupante.



