Una famiglia sudanese vive un momento di forte apprensione dopo che la moglie ha fuggito con le figlie e il marito è scomparso in Uganda. La donna, imputata per sottrazione di minori, non è più tornata da un viaggio in Svizzera, mentre il marito, in ferie dal lavoro, è partito il 4 maggio per l’Africa, lasciando detto che sarebbe andato in Uganda. Dopo aver dovuto rientrare il 5 agosto per riprendere il lavoro, non si è più fatto sentire. La famiglia, in attesa di notizie, teme il peggio.
Una storia di migrazione e apprensione
La donna, che ha portato con sé le due figlie, ha lasciato la struttura in cui vivevano, facendo perdere le tracce. Secondo le testimonianze, la madre aveva ottenuto l’autorizzazione per andare in Svizzera per raggiungere alcuni familiari, ma non è mai tornata. L’imprenditrice agricola che l’ha conosciuta dal 2020 ha descritto il marito come un uomo «puntuale, gentile, rispettoso», desideroso di costruire un futuro migliore per le bambine in Italia. Lui aveva già iniziato a preparare la loro stanza, comprato regali e collaborato con i servizi sociali per inserirle a scuola.
Il marito aveva intenzione di costruire un futuro diverso per le bambine in Italia, voleva che imparassero l’italiano e potessero conoscere una realtà nuova. Aveva comprato due bici e le aveva iscritte all’Estate Ragazzi. La famiglia, però, ha visto emergere divergenze tra i genitori: la madre non era favorevole alla frequenza scolastica e alle attività che avrebbero favorito l’inserimento delle bambine.
Un marito in cerca di un futuro diverso
Il marito, in ferie dal lavoro, è partito per l’Africa il 4 maggio, lasciando detto che sarebbe andato in Uganda. Avrebbe dovuto rientrare il 5 agosto per riprendere il lavoro a inizio settembre, ma non si è più fatto sentire. L’avvocato Antonio Tripodi, che assiste il padre, ha ricordato che non potrebbe fare ritorno in Sudan perché, essendo disertore, rischierebbe il carcere o conseguenze più gravi. L’imprenditrice, che lo conosce da due anni, ha iniziato a preoccuparsi e ha cercato di contattarlo in tutti i modi. Solo di recente, è arrivata una risposta attraverso Messenger: il marito avrebbe comunicato di trovarsi ancora in Uganda e di non poter, per il momento, rientrare.
Non siamo nemmeno sicuri che sia davvero lui ad aver chiamato, temono i conoscenti. La famiglia, in attesa di notizie, vive un momento di forte apprensione. La donna, imputata per sottrazione di minori, è al centro di un processo davanti al tribunale di Cuneo, dove è costituito parte civile il padre, anche lui sudanese, rifugiato politico. La storia di questa famiglia rappresenta una delle tante storie di migrazione che si svolgono in silenzio, tra speranza e paura.
La fuga della moglie con le figlie e la scomparsa del marito in Uganda hanno messo in evidenza le complessità di una vita in movimento, tra guerre, persecuzioni e l’aspirazione a un futuro migliore. La famiglia, in attesa di notizie, vive un momento di forte apprensione, mentre i conoscenti in Italia si chiedono cosa possa essere successo a chi ha lasciato la casa per cercare un’alternativa. La storia di questa famiglia sudanese è un esempio di come la migrazione possa portare con sé non solo speranza, ma anche incertezza e dolore.



