Nicolas Winding Refn, noto per il suo stile unico e la sua passione per il cinema, torna con Her Private Hell, un film che rappresenta un’evoluzione del suo lavoro e un ritorno al cinema dopo una lunga assenza. Dopo dieci anni lontano dal grande schermo, il regista danese ha trovato un modo per riconnettersi con il pubblico e con la sua creatività. Il film, in uscita al cinema dal 1 ottobre, è stato presentato in anteprima a Cannes e sarà distribuito da MUBI. Refn ha spiegato che il film è nato da un’esperienza personale, un’esperienza che lo ha portato a riflettere su temi come la morte, il tempo e la memoria, elementi centrali nella sua opera.
Un ritorno al cinema come estensione della sua creatività
Refn ha parlato del suo rapporto con il cinema, sottolineando come la creatività sia un processo che richiede libertà e coraggio. «La creatività funziona allo stesso modo: se il tuo cervello lavora in modo creativo nella completa libertà di agire, può produrre un’endorfina potenziata chimicamente da cui diventi dipendente, perché ti dà un senso di gioia a cui nessun’altra cosa può nemmeno avvicinarsi», ha detto. Questa frase riflette l’essenza del suo lavoro, un lavoro che si basa sulla trasformazione delle sue esperienze personali in opere cinematografiche uniche. «Tutti rubano. Beethoven ha rubato, Jimi Hendrix ha rubato, i Beatles hanno rubato, gli Stones hanno rubato. Ma è proprio questa l’essenza del processo creativo: prendi ciò che ti piace e lo trasformi in ciò che pensi dovrebbe essere», ha aggiunto.
La morte come esperienza che ha plasmato il suo cinema
Refn ha anche parlato della sua esperienza con la morte, un tema che ha profondamente influenzato il suo lavoro. «Sono fortunato perché sono ancora vivo ma sono molto fortunato per essere morto per quei venti minuti», ha detto, riferendosi a un grave problema cardiaco che lo ha costretto a un intervento chirurgico nel 2023. Questo episodio ha cambiato la sua prospettiva sulla vita e sulla creatività. «Non importa da dove vieni. Quel processo è come la vita. Come fai a svegliarti ogni mattina ed essere felice, visto che è così facile piangere? Per arrendersi non ci vuole niente, la cosa difficile è tenere la testa alta e affrontare le prove di ogni giornata», ha spiegato.
Il film Her Private Hell è stato ispirato da questa esperienza, ma anche da un ricordo di quando aveva otto anni, quando aveva iniziato a immaginare mondi diversi e a passare da un universo all’altro. «L’idea di passare da un canale all’altro, da un universo all’altro, vedere mondi multipli senza avere nessun elemento di collegamento tra loro, ma inventandomene uno mio… era un ricordo improvvisamente fortissimo, che ha dato forma a questa storia», ha detto Refn. Questo approccio creativo è stato anche il risultato di un’esperienza con Prada, dove ha realizzato un progetto intitolato Touch of Crude, un’installazione che ha rappresentato un momento di libertà e di espressione.
Refn ha anche parlato dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul cinema, sottolineando come questa tecnologia possa essere un strumento utile ma non una minaccia. «L’intelligenza artificiale purtroppo viene quasi sempre ridotta a un semplice pro o contro. È un tema troppo complesso, con un impatto così profondo sulla nostra vita, che è stupido farne una questione di tifoseria», ha detto. Per lui, l’IA è un’opportunità, ma anche una sfida. «Se l’IA riesce a riprodurre musica in dieci secondi, qual è il problema: la musica o le persone che la creano? Se l’IA riesce a soppiantare molto rapidamente alcune esperienze, è un problema dell’IA o è che le esperienze non sono abbastanza interessanti?», ha chiesto.



