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domenica 27 Settembre 2026

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Salute

Nuovo farmaco riduce il colesterolo LDL del 56%: cosa ha scoperto lo studio

Nuovo farmaco riduce il colesterolo LDL del 56%: studio confronta inclisiran e acido bempedoico.

Un nuovo studio ha messo a confronto due farmaci utilizzati per ridurre il colesterolo LDL, evidenziando una differenza significativa: dopo 150 giorni, il trattamento con inclisiran ha ridotto il colesterolo LDL del 56,3%, contro il 15,4% osservato con l’acido bempedoico. L’obiettivo principale dello studio, presentato al congresso 2026 della Società Europea di Cardiologia e pubblicato sull’European Heart Journal, era valutare l’efficacia di questi farmaci nella riduzione del colesterolo “cattivo” in una popolazione a rischio elevato. L’età media dei partecipanti era di circa 63 anni, e il valore medio di LDL all’inizio dello studio era di circa 94 mg/dL.

Un risultato significativo ma non definitivo

Il dato del 56% non significa che tutti debbano prendere questo farmaco. È probabilmente il punto più importante da chiarire. Lo studio non ha dimostrato che inclisiran sia necessario per chiunque abbia il colesterolo LDL elevato. I partecipanti erano persone con malattia cardiovascolare aterosclerotica e rischio alto o molto alto, già inserite in un percorso terapeutico. Inoltre, si trattava di uno studio in aperto: sia i ricercatori sia i partecipanti conoscevano il trattamento assegnato. Il risultato dimostra quindi una maggiore capacità di abbassare l’LDL rispetto all’acido bempedoico nella popolazione studiata, ma non significa automaticamente che il farmaco sia la scelta migliore per ogni paziente. Abbassare l’LDL non è la stessa cosa che dimostrare meno infarti. Lo studio VICTORION-Challenge ha misurato principalmente quanto si abbassa il colesterolo LDL. Non è stato progettato per dimostrare direttamente quanti infarti o ictus vengono evitati rispetto all’altro trattamento.

Un meccanismo diverso per un effetto più marcato

Inclisiran appartiene a una classe di farmaci molto particolare: è un siRNA, cioè una piccola molecola di RNA interferente. Il suo bersaglio è la proteina PCSK9, prodotta principalmente dal fegato. In condizioni normali, PCSK9 favorisce la degradazione dei recettori LDL presenti sulla superficie delle cellule epatiche. Questi recettori sono importanti perché permettono al fegato di catturare l’LDL presente nel sangue. Riducendo la produzione di PCSK9, inclisiran permette di mantenere più recettori LDL disponibili e quindi di aumentare la rimozione del colesterolo LDL dalla circolazione.

Il meccanismo di azione di inclisiran è diverso da quello delle statine e permette di intervenire sulla regolazione della proteina PCSK9. Non è una pillola da prendere ogni giorno. Il farmaco viene somministrato attraverso un’iniezione sottocutanea. Nell’Unione Europea, la posologia prevede una prima somministrazione, una seconda dopo tre mesi e successivamente una somministrazione ogni sei mesi. Questo aspetto può essere interessante soprattutto per i pazienti che hanno difficoltà a seguire quotidianamente una terapia orale.

La riduzione del 56% non equivale a una riduzione del 56% del rischio cardiovascolare. Lo studio ha misurato solo la riduzione del colesterolo LDL, non la riduzione degli eventi cardiovascolari. Per questo motivo, il farmaco non può essere considerato come una soluzione universale per tutti i pazienti con livelli elevati di LDL. La sicurezza del farmaco è stata valutata in modo comparativo. La frequenza complessiva degli eventi avversi è risultata simile nei due gruppi: 63,1% con inclisiran contro 59,8% con acido bempedoico. Tra gli effetti collaterali più comuni con inclisiran ci sono reazioni locali come dolore, arrossamento o rash. Il profilo di sicurezza deve essere valutato dal medico in base alla situazione clinica individuale.

Il ruolo delle statine rimane centrale. La comparsa di nuovi farmaci non significa che le statine siano state superate. Le più recenti raccomandazioni europee continuano a considerare le statine come trattamento di prima scelta quando è indicata una terapia farmacologica per ridurre l’LDL. Se il paziente non raggiunge l’obiettivo con la dose massima tollerata, possono essere aggiunti altri farmaci ipolipemizzanti, tra cui ezetimibe, inibitori di PCSK9 e acido bempedoico, a seconda della situazione clinica.

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