Sara Nicolini, dopo vent’anni di vita religiosa nelle Carmelitane, ha scelto di vivere in eremo per ritrovare se stessa. La decisione, spiegata in un’intervista, nasce da un bisogno interiore di pace e connessione con lo Spirito. L’eremo di Perti, nel Finalese, diventa un luogo di riflessione, preghiera e creatività. Nicolini, psicoterapeuta sistemico-relazionale, ha ripreso la sua professione in questo contesto, integrando la sua attività con la spiritualità e la ricerca del silenzio. La scelta non è stata facile, ma è emersa gradualmente, come racconta in un libro dedicato al tema del per-dono.
Un passaggio graduale verso il per-dono
La scelta di vivere in eremo non è stata una decisione improvvisa, ma un processo che si è sviluppato nel tempo. Nicolini ha iniziato a interrogarsi sulle sue sensazioni durante un servizio in una casa per ferie dell’ordine carmelitano a Cogoleto (Ge). Lì, ha iniziato a sentire un cambiamento interiore: «Mi sembrava di perdere me stessa». Gli incontri con persone in cerca di una preghiera libera, senza formule, hanno contribuito a chiarire il suo cammino. «Spade affilate», definisce Nicolini, sono state le conversazioni che hanno aiutato a comprendere il bisogno di riconciliarsi con il passato e con se stessa.
«Scindere in due la parola non è un esercizio di stile, è fare pace con sé stessi», afferma Nicolini. La sua spiritualità si basa su un concetto chiave: il per-dono, che non è solo un atto di perdono, ma un processo di riconciliazione con se stessi, con chi ci ha fatto dei torti e con la vita. «Rileggere la nostra storia nell’ottica del dono, lasciare agire in noi la creatività dello Spirito», spiega. La luce, come dice sant’Agostino, diventa meravigliosa quando i bagliori dell’alba spalancano gli occhi.
Il silenzio e la creatività come strumenti di connessione
Nell’eremo di Perti, Nicolini dedica parte della sua giornata a attività come la lettura, la scrittura, il lavoro manuale e l’accoglienza degli ospiti dell’oratorio. La sua routine è scandita da un’ora di preghiera al mattino e da momenti di silenzio nella cripta della chiesa di Sant’Eusebio. Lì, con una breve introduzione, guida i partecipanti nella ricerca del silenzio del cuore, luogo in cui poter ascoltare senza interferenze il Signore. «Il silenzio è necessario per riscoprirsi abitati dalla Trinità», dice. La creatività, in questo contesto, non è più solo un’attività personale, ma un mezzo per contattare lo Spirito in ogni azione quotidiana. La sua spiritualità si esprime anche attraverso il canale YouTube “Pillole di spiritualità”, il sito saranicolini.com e gli incontri di meditazione e preghiera. Nicolini spiega che il per-dono è legato alla creatività: «Se non si perdona, si rimane bloccati».
Le persone lontane dal messaggio cristiano, spesso partecipano agli incontri pubblici offerti dall’eremita. Nicolini, con la sua capacità di ascolto e di accompagnamento, ha trovato un modo per condividere la sua esperienza con chiunque, indipendentemente dalle convinzioni. «La luce è per tutti», conclude. La sua storia è un esempio di come la spiritualità possa integrarsi con la vita quotidiana, offrendo un cammino di crescita interiore e di connessione con l’essere umano.



