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lunedì 28 Settembre 2026

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Cronaca nera

Andrea Sempio, indagini chiuse: la scarpa del killer è compatibile con il suo piede

Indagini chiuse a Garlasco: la scarpa del killer è compatibile con il piede di Andrea Sempio

La Procura della Repubblica di Pavia ha notificato oggi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di Andrea Sempio, in relazione all’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. L’indagine, condotta con l’ausilio di consulenti tecnici e scientifici, ha portato a una conclusione definitiva, con l’affermazione che la scarpa del killer è compatibile con il piede di Andrea Sempio. L’episodio, che ha suscitato preoccupazione nella comunità locale, ha visto l’impiego di analisi approfondite, tra cui confronti di calzature e dati genetici, per ricostruire i fatti.

Confronto calzaturiero e dati tecnici

I consulenti del P.M. hanno esaminato le tracce di scarpa rinvenute nell’abitazione di Garlasco e hanno rilevato che le misure del piede di Andrea Sempio sono compatibili con la scarpa in questione. In particolare, è stata analizzata una scarpa Mod-Frau taglia 42, che risulta adatta alle dimensioni del piede dell’indagato. Questo elemento, unito ad altri dati tecnici, ha contribuito a chiudere le indagini preliminari. La Procura ha anche ricevuto i risultati delle attività condotte dai laboratori del RIS di Roma, che hanno fornito ulteriori evidenze sperimentali.

La compatibilità della scarpa con il piede di Andrea Sempio ha rafforzato le conclusioni tecniche.

Nel corso delle indagini, i consulenti hanno rilevato la presenza di contro-analisi, eseguite nel 2007, che hanno dimostrato la negatività del campione bu_p, che aveva rivelato la presenza del DNA della vittima sui pedali della bici Umberto Dei. Questi dati, a loro giudizio, erano idonei a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non erano presenti nel fascicolo del procedimento penale 2025/2007 della Procura di Vigevano. Questo ha portato a ulteriori approfondimenti e a una valutazione critica da parte dei consulenti tecnici.

Analisi genetica e dinamiche del caso

La Procura di Pavia ha anche inviato agli esperti i risultati delle analisi effettuate presso i laboratori del RIS di Roma, che hanno fornito ulteriori dati sperimentali. Questi hanno confermato la presenza di sangue sui campioni analizzati sugli intonaci, ma hanno anche evidenziato la negatività del materiale genetico e del test volto alla caratterizzazione del tessuto ematico. Questi dati, pur essendo certi, non hanno dimostrato l’effettiva assenza di sostanza ematica sulle superfici murarie né l’effettiva assenza di DNA a causa dell’effetto inibente del particolato minerale alcalino dell’intonaco.

Le analisi non hanno fornito prove definitive, ma hanno contribuito a chiarire la dinamica del caso.

La Procura di Pavia ha deciso di chiudere le indagini preliminari, considerando che i dati raccolti e analizzati non hanno portato a ulteriori elementi di interesse. Tuttavia, la Procura continuerà a monitorare l’evoluzione del caso e assumerà le determinazioni inerenti l’azione penale una volta scaduti i termini di legge. Inoltre, la Procura ha espresso l’intenzione di mantenere informata la Procura Generale su ogni aspetto ritenuto di interesse. La conclusione delle indagini non significa necessariamente la chiusura del caso, ma rappresenta un passo importante nella ricostruzione degli eventi.

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