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lunedì 28 Settembre 2026

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Beppe Grillo torna in scena, ma il «vaffa» se lo prende il mondo

Beppe Grillo torna in scena, ma il «vaffa» se lo prende il mondo

Il ritorno di Beppe Grillo nel podcast di Fedez è passato quasi inosservato. Dopo il tramonto del Movimento 5 stelle e la battaglia per il simbolo, il comico sembra lontano dai tempi in cui dettava l’agenda politica. Il suo tentativo di rientrare in scena, annunciato con grande attesa, si è rivelato un flop. Non solo non ha suscitato l’interesse che si aspettava, ma il mondo sembra averlo mandato affanculo, come se, dopo aver mandato affanculo il mondo, adesso il mondo mandasse affanculo lui.

Un ritorno in scena finito nel nulla

Il ritorno in scena finito nel nulla. Ah che nostalgia per le sue uscite di un tempo, quando ogni discesa a Roma era inseguita dai giornalisti. Quando sotto il suo hotel c’erano bivacchi diurni e notturni. Quando le sue traversate dello Stretto a nuoto erano seguite in diretta tv. Quando ogni sua parola rimbalzava moltiplicata su mille canali. Adesso c’è Giuseppe Conte che le ruba la scena. Com’è che l’ha chiamato? Reverendo Jones. Non fa nemmeno ridere. Il suo annunciatissimo «ritorno in scena» è stato accolto con disinteresse. Qualche articoletto di giornale qua e là, una citazione a margine, niente di più. Il mondo sembra averlo mandato affanculo, senza neanche bisogno di urlare. Sottovoce. Il suo tentativo di rientrare in scena è finito nel nulla, come acqua fresca sulla roccia.

La coerenza di Grillo e le vecchie battaglie

Uno che spaccando i computer durante gli spettacoli è diventato il profeta di Internet. Uno che ha sempre attaccato i ricchi e i privilegi pur avendo la Ferrari in garage e lo yacht in porto. Uno che ha chiesto di escludere i condannati dalla politica mentre faceva politica pur essendo condannato per omicidio colposo (l’incidente in montagna). Uno che ha sempre difeso i giudici fino a quando i giudici non hanno processato il figlio per stupro. Uno che si è battuto per la trasparenza della politica e poi prendeva i soldi dall’armatore Onorato.

Uno che ha sempre difeso i giudici fino a quando i giudici non hanno processato il figlio per stupro. Uno che si è battuto per la trasparenza della politica e poi prendeva i soldi dall’armatore Onorato mentre i suoi ministri decidevano sui soldi pubblici al medesimo (tutto regolare, ha deciso il tribunale, ma tutto un po’ imbarazzante a cominciare dai messaggi in cui lei diceva: «Ho attivato Di Maio e Toninelli»). Ebbene uno così, con questa coerenza, come lei, non potrebbe forse essere ancora uno dei protagonisti della politica?

Il simbolo dei 5 stelle e il «ritorno» di Grillo. E invece lei si definisce «postumo», dice di non aver più la capacità di fondare un partito e si limita a dare battaglia in tribunale per avere il simbolo dei 5 stelle. Ma poi, scusi, che se ne fa del simbolo dei 5 stelle? Se lo appende come un quadro nella sua villa in Liguria? Ci mette una panchina davanti così lo può rimirare nei suoi lunghi pomeriggi vuoti?

Magari ripenserà anche al suo idillio con Mario Draghi, «una persona intelligente» come lo ha definito da Fedez. Ha raccontato anche i vostri dialoghi. Lei diceva: «Le fragole sono mature». E lui: «I mirtilli ancora no». Caspita, che intelligenza. Peccato solo che, fra fragole e mirtilli, alla fine sono rimasti i Meloni. Oltre alla vostra figura da cachi. Peccato solo che, fra fragole e mirtilli, alla fine sono rimasti i Meloni.

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