La provincia di Arezzo conta 35 abitazioni popolari inagibili, che non possono essere assegnate alle famiglie in attesa di una casa. Il costo per recuperare ciascuna di queste unità abitative supera la media nazionale, che si attesta a poco più di 31mila euro. A Arezzo, il prezzo medio per intervento arriva a 40mila euro, portando il fabbisogno totale del territorio a 1,44 milioni di euro. Il dato emerge da una mappa elaborata da Federcasa e pubblicata dal Sole 24 Ore, che mostra come il piano casa abbia visto un aumento significativo dei costi rispetto alle prime stime.
Costi in crescita, un piano in evoluzione
Quando il governo ha impostato il primo pilastro del decreto 66/2026, il costo medio per rimettere in funzione un alloggio popolare era di circa 20mila euro. La ricognizione effettuata provincia per provincia ha però fatto salire la media nazionale a poco più di 31mila euro. A Arezzo, il costo per ciascun appartamento da recuperare arriva a 40mila euro, un valore superiore alla media. Questo incremento è dovuto a interventi più complessi, come la ristrutturazione degli impianti, dei bagni e delle parti comuni, necessari per riportare gli alloggi agli standard di sicurezza richiesti.
Il recupero di queste abitazioni rappresenta un’opportunità per soddisfare le richieste di famiglie in attesa di una casa. Ogni appartamento recuperato significa una nuova disponibilità da assegnare, senza dover costruire un immobile da zero. Tuttavia, il costo complessivo per il recupero di tutti i 35 alloggi inagibili a Arezzo si attesta a 1,44 milioni di euro. Numeri piccoli se confrontati con quelli delle grandi città, ma tutt’altro che trascurabili se rapportati alle graduatorie di chi aspetta una casa.
Un patrimonio inutilizzato, un fabbisogno enorme
Il piano casa, che ha visto l’approvazione di 17 milioni di euro del Pnrr, deve ora affrontare la sfida di distribuire le risorse in modo efficace. Il prossimo bando Invitalia, atteso per avviare la distribuzione delle risorse, potrebbe giocare un ruolo chiave nel finanziamento di questi interventi. Le aziende che gestiscono il patrimonio pubblico, però, spesso devono fare i conti con bilanci limitati, rendendo necessario l’intervento statale per completare i lavori. La mappa nazionale restituisce un quadro complesso: poco più di 59mila alloggi Erp inagibili, a fronte di circa 300mila nuclei familiari in attesa. Il fabbisogno per recuperarli tutti supera 1,4 miliardi di euro. Il primo intervento finanziario dovrebbe mettere a disposizione circa 700 milioni, ma una somma insufficiente a completare l’intera operazione. Per questo motivo, è necessaria una seconda tranche di finanziamenti di dimensioni analoghe per arrivare al recupero complessivo del patrimonio censito.



