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lunedì 28 Settembre 2026

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Cronaca

Funerale vietato diventa show: a Stornara, in Puglia, la sfida allo Stato si estende sui social

A Stornara, un funerale vietato dal questore si trasforma in evento pubblico e virale, condiviso sui social.

Il funerale di Giandomenico Palmieri, un uomo trovato morto in una villetta a Stornara, in Puglia, si è trasformato in un evento pubblico e virale, nonostante il divieto del questore. La cerimonia, inizialmente prevista in chiesa, è stata annullata e sostituita da un corteo non autorizzato che ha attraversato il paese, accompagnato da musica, palloncini e una gigantografia del defunto. Le immagini sono state condivise rapidamente sui social, trasformando il lutto in un racconto collettivo. La scena, tuttavia, ha suscitato preoccupazioni tra le istituzioni locali, che vedono un conflitto tra ordine pubblico e criminalità sempre più difficile da gestire.

Un funerale parallelo e una sfida allo Stato

Il corteo, che ha visto centinaia di persone partecipare, ha seguito un percorso simile a una cerimonia ufficiale, con auto di grossa cilindrata, motociclette e una banda che ha suonato per l’occasione. La folla, composta da residenti e visitatori, ha attraversato il paese, con maglie bianche e striscioni che recitavano “Giando Vive”. La mancanza del feretro ha reso il momento unico, ma non meno significativo. Il questore aveva vietato le esequie pubbliche, ma la comunità ha trovato un modo per celebrare la vita e la morte del 41enne, che era già noto per il suo legame con un’inchiesta su assalti agli Atm.

La comunità ha trovato un modo per esprimere il loro dolore e la loro protesta, anche se il funerale non è stato autorizzato.

La storia di Palmieri e il contesto criminale

Giandomenico Palmieri, morto nella notte tra il 3 e il 4 settembre, era stato coinvolto in un’indagine su attività criminali legate agli assalti agli sportelli automatici. L’operazione “Juliet”, che ha portato l’inchiesta fino alla Cassazione, ha messo in luce il ruolo di Palmieri nel traffico di esplosivi utilizzati per la preparazione di dispositivi artigianali, noti come “marmotte”. La sua morte, avvenuta in una villetta a Andria, ha suscitato un dibattito su come la criminalità si insinui nel tessuto sociale.

Le autorità locali, come il sindaco Roberto Nigro, hanno espresso preoccupazione per la mancanza di risorse e supporto da parte dello Stato. “Devo chiedere allo Stato di cambiare il nome della mia città da Stornara a Caivano, così probabilmente vedrò finalmente una risposta ferma da parte del governo”, ha detto Nigro, riferendosi al senso di impotenza di fronte a un fenomeno criminale che sembra crescere senza controllo.

Il sindaco ha anche chiesto di considerare gli assalti agli Atm come atti di terrorismo, sottolineando come esplosivo, terrore e minaccia alla pubblica sicurezza siano elementi tipici di questo tipo di attività.

La scena di Stornara ha suscitato una reazione immediata, con le immagini del corteo diffuse rapidamente sui social media. TikTok e Instagram sono diventati una seconda piazza per la comunità, dove il dolore e la protesta si sono trasformati in contenuti condivisi e commentati. La folla, che ha attraversato il paese, ha lasciato un’impronta visibile, con palloncini, striscioni e musica che hanno reso il momento unico. La reazione sociale ha messo in luce una contrapposizione tra lo Stato e la comunità locale, che si sente abbandonata. Il sindaco Nigro ha espresso la sua frustrazione, sottolineando come le istituzioni locali non abbiano potere sufficiente per gestire la situazione. La comunità, però, ha trovato un modo per resistere, anche se il funerale vietato è diventato un simbolo di una sfida più ampia: quella tra ordine pubblico e criminalità, tra Stato e territorio.

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