Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 29 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Guerra al caporalato in Campania: Coldiretti e Confagricoltura chiedono alloggi dignitosi e semplificazione burocratica

Coldiretti e Confagricoltura chiedono alloggi dignitosi e semplificazione burocrazia per contrastare il caporalato a Salerno.

La lotta al caporalato e la ricerca di manodopera regolare hanno unito i vertici del mondo agricolo campano al Tavolo istituzionale “Supreme 2” di Salerno, dove Coldiretti e Confagricoltura hanno avanzato richieste urgenti per semplificare la burocrazia e garantire alloggi dignitosi ai braccianti. L’incontro, svoltosi in Prefettura e alla presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine e di quattro assessori regionali, ha messo in luce una profonda sfiducia degli imprenditori nei confronti di un sistema che, sebbene sia l’unico strumento legale per l’importazione di manodopera, si dimostra inefficace a causa di procedure complesse e tempi d’attesa biblici.

Un sistema in crisi e un calo delle istanze

Secondo Coldiretti Campania, il calo drastico delle istanze presentate dagli agricoltori non indica una minore necessità di braccianti, ma una profonda sfiducia verso un sistema burocratico che ostacola la regolarizzazione del lavoro. A Salerno, ad esempio, solo 677 quote sono state assegnate nel 2026, mentre le 140 domande inviate da Coldiretti risultano ancora bloccate in fase di valutazione. Questo stallo costringe le aziende a pagare un prezzo elevato, con la stagionalità dei raccolti che svanisce prima ancora di ottenere il personale richiesto, alimentando la precarietà e l’irregolarità. Il nodo centrale emerso durante il tavolo riguarda il paradosso del Decreto Flussi, ad oggi l’unico strumento legale per l’importazione di manodopera, che tuttavia si sta rivelando inefficace a causa di una burocrazia asfissiante. La paralisi dei Flussi e la sfiducia delle imprese sono diventate un problema critico, con conseguenze dirette sulle attività agricole e sulla sicurezza dei lavoratori.

Strategie per sottrarre i lavoratori ai caporali

Per invertire questa rotta, Coldiretti ha messo in campo una duplice strategia incentrata sulla sensibilizzazione e sull’assistenza diretta. Da un lato, l’organizzazione supporta le imprese affinché vigilino sulla regolarità dei dipendenti per l’intera durata del rapporto d’impiego; dall’altro, offre orientamento legale agli stranieri per accompagnarli nei percorsi di integrazione. La proposta formale lanciata al Tavolo punta al superamento definitivo del click day e all’avvio di un piano di stabilizzazione nazionale, con l’obiettivo di permettere alle aziende agricole sane di regolarizzare i lavoratori stranieri intrappolati nella burocrazia.

Confagricoltura Campania ha sottolineato l’importanza di interventi strutturali mirati alla disponibilità di trasporti sicuri e soluzioni abitative civili. L’ente ha chiesto l’adozione di una vera e propria strategia regionale per l’abitare agricolo, in grado di incrociare i dati dei fabbisogni territoriali con le risorse disponibili, a partire dai fondi del PNRR. Il piano dovrebbe basarsi sul recupero degli immobili pubblici inutilizzati e sul sostegno agli investimenti delle imprese regolari, le quali si dicono pronte a mettere a disposizione alloggi per i propri dipendenti, purché inseriti in un quadro normativo chiaro e supportato da adeguati strumenti di sostegno pubblico.

Al tavolo, presieduto dal Prefetto Francesco Esposito, hanno partecipato il nuovo Questore della provincia Olimpia Abate, il Comandante dei Carabinieri Colonnello Andrea Colinardesi e il Comandante della Guardia di Finanza Luigi Carbone. Per la Giunta regionale della Campania erano presenti gli assessori Andrea Mornioli alle Politiche Sociali, Angelica Saggese al Lavoro, Maria Carmela Serluca all’Agricoltura e Claudia Pecoraro all’Ambiente, tutti chiamati a recepire le istanze del mondo datoriale per tradurle in interventi concreti sul territorio.

La burocrazia ostacola la regolarizzazione del lavoro e alimenta la precarietà.

Le imprese chiedono un piano regionale per l’abitare agricolo e la semplificazione dei flussi.

Leggi anche