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lunedì 28 Settembre 2026

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Prosciutto confezionato supera alternative vegetali nel confronto nutrizionale

Test francese confronta prosciutto confezionato e alternative vegetali: il primo vince per ingredienti e contenuto di sale.

Un test francese ha confrontato 15 confezioni di prosciutto cotto e 6 alternative vegetali, evidenziando come i prodotti a base di carne si distinguano per un numero di ingredienti inferiore e una minore presenza di nitriti. La ricerca, condotta dal mensile 60 Millions de consommateurs, ha anche sottolineato come la dicitura “senza nitriti” possa non bastare a garantire una composizione più sana, a causa di ingredienti come il brodo di verdure, ricco di nitrati. Il prosciutto confezionato, pur presentando un contenuto di sale elevato, si colloca comunque come scelta più semplice rispetto alle alternative vegetali, spesso complesse e ricche di additivi.

La scelta non è solo tra carne e vegetali

Il test ha rivelato che alcuni prodotti vegetali, come Wheaty e BezMiesny, presentano un apporto calorico elevato, con valori che superano i 250 kcal per 100 grammi. Inoltre, alcuni di questi prodotti contengono fino a 12 grammi di grassi per 100 grammi, con una quota significativa di grassi saturi derivanti dall’uso di grasso di cocco. La lista degli ingredienti, in alcuni casi, arriva a 12-16 componenti, tra proteine reidratate, amidi e fibre vegetali. Anche se alcuni prodotti vegetali, come La Vie – Jambon nature, si distinguono per una composizione più semplice, il contenuto di sale rimane elevato, nonostante la scelta vegetale.

La scelta vegetale non equivale automaticamente a una composizione più sana. Anche se alcuni prodotti vegetali si collocano nella categoria degli alimenti non processati, molti di loro rientrano nella categoria degli alimenti ultraprocessati, ricchi di conservanti, coloranti e additivi. La scelta vegetale, quindi, non equivale automaticamente a una scelta più sana, ma richiede una valutazione attenta degli ingredienti e del contenuto di sale.

La dicitura “senza nitriti” non è sempre sufficiente

La ricerca ha messo in luce un paradosso: molti prodotti dichiarati “senza nitriti” contengono comunque nitrati, spesso derivanti da ingredienti come il brodo di verdure. L’Anses, l’agenzia francese per la sicurezza alimentare, ha sottolineato che il consumo di salumi, anche senza nitriti, potrebbe contribuire all’esposizione a composti N-nitrosati, tra cui le nitrosammine, classificate come probabilmente cancerogene. Per questo motivo, la semplice scritta “senza nitriti” non basta: è necessario leggere l’elenco degli ingredienti e verificare la presenza di brodi o estratti vegetali utilizzati con funzione conservante. Il colore rosa non è sempre un fattore cruciale per il consumatore. Un sondaggio in Francia ha rivelato che il 70% degli intervistati non attribuisce importanza al colore rosa del prosciutto, e il 62% sarebbe disposto a acquistare un prodotto grigio con una data di scadenza più breve. Questo suggerisce che la scelta tra prosciutto con o senza nitriti non è sempre determinante per il consumatore.

Il test ha anche evidenziato differenze significative nella composizione dei prodotti. Il numero degli ingredienti varia da 5 a 13, con la carne come componente principale. Sette prodotti su 15 contengono un solo additivo, mentre altri, come il prosciutto Pouce di Auchan, ne contengono quattro. Il sale, purtroppo, rimane un problema comune: 12 prodotti sono stati giudicati insufficienti, con valori che variano tra 1,9 e 2 grammi per 100 grammi. Questo rappresenta un contributo significativo all’apporto giornaliero di sale, che le raccomandazioni sanitarie indicano non superare i 5 grammi.

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